Liscia come l’onda che si frange sulla spiaggia di Madeira, la carriera di Cristiano Ronaldo ha conosciuto vette che ben pochi eletti possono vantare. Eppure, anche i giganti hanno i loro momenti di sconforto. L’uscita del Portogallo ai quarti di finale di Euro 2024, ai rigori contro la Francia, rappresenta uno di quei momenti. Un match in cui CR7 ha visto il suo tiro, che poteva essere decisivo, andare alle stelle nei supplementari. Nonostante la freddezza dal dischetto, ha dovuto cedere alla tristezza della sconfitta.

Cristiano, il campione dai mille volti, simbolo di determinazione e resilienza, ha dimostrato ancora una volta la sua grandezza anche nei momenti più bui. Il rigore trasformato con calma glaciale, dopo l’errore nei supplementari, è l’emblema del suo carattere indomito. Eppure, anche i cuori più forti possono spezzarsi.

Caro Cristiano, è facile ricordare i tuoi trionfi: le Champions League sollevate al cielo, i Palloni d’Oro che adornano la tua bacheca, i gol impossibili che hai realizzato. Ma è nei momenti di sconforto che emerge il vero spirito di un campione. La tua capacità di rialzarti, di affrontare le avversità con la stessa determinazione di sempre, è ciò che ti rende un esempio non solo per chi ama il calcio, ma per tutti coloro che lottano per i loro sogni.

La delusione di questa sconfitta brucia, lo sappiamo. È il prezzo che paghi per ambire sempre al massimo, per voler essere il migliore. Ma ricorda, Cristiano, che la grandezza non si misura solo con le vittorie. La tua carriera è un poema epico fatto di cadute e risalite, di sfide impossibili affrontate con coraggio e dignità. Hai portato il Portogallo sul tetto d’Europa nel 2016 e hai donato alla tua nazione momenti di gioia indimenticabili. Questo è ciò che conta.

I rigori sono una lotteria crudele, e il calcio sa essere un amante capriccioso. Ma il tuo impegno, la tua passione e la tua dedizione sono qualità che nessuna sconfitta può cancellare. Hai dimostrato ancora una volta di essere un leader, un faro per i tuoi compagni di squadra e per milioni di tifosi in tutto il mondo. Non sei quello di una volta. Il tuo apogeo è stato nel 2018, con la Champions stravinta e quella memorabile rovesciata segnata contro la Juve. Quella Juve che sarebbe poi diventata la tua squadra e con cui avresti giocato le tue ultime stagioni ad altissimi livelli.

Caro Cristiano, questo non è un addio, ma solo un arrivederci. Ieri hai disputato la tua ultima partita agli Europei, alla tua sesta edizione. Non hai timbrato il cartellino ma hai messo a segno due rigori nelle “lotterie”. La tua storia è ancora in corso, e ci saranno altre notti magiche, altre sfide da affrontare e altre vittorie da conquistare. Continua a camminare a testa alta, come hai sempre fatto. Il tuo spirito guerriero è un faro di speranza e ispirazione. E mentre il mondo del calcio continua a girare, tu resti uno dei suoi protagonisti più amati e ammirati.

La sconfitta contro la Francia non è la fine del tuo cammino, ma solo una tappa in un viaggio straordinario. Non sei quello di un tempo, sei più statico, meno scattante e meno lucido sotto porta. Eppure il CT non ci ha pensato a toglierti dal campo nemmeno per un secondo. Ai tempi d’oro avresti tramutato quel cioccolatino di Conceição in rete con la tua proverbiale coordinazione e il tuo timing perfetto. Eppure non è possibile gettare la croce solo su di te.

Grazie, Cristiano, per tutto ciò che hai dato e continuerai a dare. La tua luce brilla ancora, e continuerà a farlo. Ti aspettiamo al Mondiale!