Pirlo

Le pagelle del giorno dopo di Marco Sanfelici: Pirlo a Firenze sbaglia la formazione iniziale ma pure la squadra ci mette del suo con una prestazione senza anima.

SZCZESNY 6,5 Non sa uscire e per un portiere, scusate se è poco, è drammatico. Detto questo, ci mette più di una pezza durante il più vergognoso 1° tempo della storia della Juventus. Anche subito dopo il pareggio, si produce in una deviazione provvidenziale. Ah, se sapesse venire via dalla porta con più continuità…

de LIGT 6 Vlahovic è un cliente da forte mal di testa e se lo divide con Chiellini. Così il serbo li “frega” in coppia spesso e volentieri. Sta di fatto che Matthjis si sposta sull’attaccante che tenta di entrare in area e limita i pericoli. Si prende uno spintone da Pezzella che fa “strike” in combinazione con Chiellini. Siamo in area, ma Massa da Imperia dice che è fallo contro. Una volta i primi caldi penalizzavano i giocatori, ora sono deleteri alle giacchette gialle.

BONUCCI 5,5 Bonny si sarà chiesto: “Io in mezzo? E chi si ricorda come si fa? Andrea, dove sei? (Andrea Barzagli, anche se mi piacerebbe sapere anche dov’è Andrea, il presidente). Esegue un paio di lanci e sul Ponte Vecchio si vedono arrivare il pallone. Dialoga con i sodali di difesa, ma uno sprazzo è desiderio negato a prescindere. Lo giustifico, se penso all’autogol tattico dell’apprendista stregone. (KULUSEVSKI 4,5 Sostituzione frutto della confusione che alberga nella testa del mister. Difesa risistemata a 4 e Kulu mandato a dare profondità alla destra della squadra. Purtroppo però di profondità c’è solo la sensazione di nullità di un giocatore dato per fenomeno e risultato un deludente investimento. Non va via sulla fascia nemmeno quando i difensori sono girati. Non si guadagna nemmeno un corner, tanto per non apparire del tutto inutile)

CHIELLINI 6,5 Gli tocca sempre il più rognoso degli avversari e puntualmente lo riduce ai minimi termini. Se potesse opporsi anche durante i tiri di rigore… Addirittura avanza nella ripresa a creare superiorità numerica, peccato che contribuisca all’aumento del livello di approssimazione. Non è stato benedetto da madre natura in fatto di tecnica, ma la generosità non gli fa difetto e risulta sempre il migliore del reparto arretrato.

CUADRADO 6,5 Primo tempo da ronfamento collettivo nel quale Juan partecipa copiosamente non riuscendo mai a scattare ed a prendere vantaggio sul diretto oppositore. E’ vero che alla fine Igor si becca un’ammonizione e montagne di crampi, ma Cuadrado si accende solo nella ripresa, quando la squadra riprende un minimo di equilibrio. Se poi più avanti di lui balbetta Kulusevski e non c’è Chiesa, che cosa ne può? P.S. L’apprendista stregone ci fa scoprire che Juan può fare il quinto di centrocampo, salvo pentirsi e riportarlo a quarto di difesa Della serie: provo, se poi non ci azzecco, rimescolo.

RAMSEY 4,5 Oggi 25 aprile, giorno della Liberazione. Domanda: è compresa la liberazione da questo elemento che con la Juventus non ha nulla a che vedere? Non è un regista, non è una mezzala di appoggio, non è un trequartista, non è un incursore, non è un tecnico, non è un tattico, ma che cosa diavolo è? Quando si vede recapitato davanti a Dragowsky una palla al bacio (gentile gianduiotto di Bentancur) riesce nella “mission impossible” di cacciarla fuori. Con scoppio di “ma va….” che si alza disperato da ogni parte d’Italia. (McKENNIE 6 Come per miracolo, nell’intervallo tra 1° e 2° tempo, gli scompare il dolore all’anca. Entra anche se potrebbe avere un po’ di affaticamento verso la fine dell’incontro. Pare di leggere il bugiardino delle controindicazioni “pirliane” in quel di Bergamo. Con Weston si torna a comandare in mezzo, a fermare le azioni di ripartenza viola sul nascere ed a rilanciare subito per non dare respiro. In estate è stato acquistato per queste caratteristiche, ma un’anca sbilenca ed una festa con “spia”…

BENTANCUR 7 Mi dà enormemente fastidio che, mentre sto dicendo a mia moglie che don Rodrigo è il migliore dei nostri, lo dica anche Adani: mezzo voto in meno a me. Chissà che senza l’ectoplasma dal passaggio millimetrico (nel senso che oltre i 50 millimetri non va), l’uruguagio si senta più libero di spaziare nella terra di mezzo. Sta di fatto che non solo è preciso nelle chiusure, senza mai rischiare il cartellino, udite, udite, ma è impeccabile nel recupero delle palle pericolose, con l’immediato ribaltamento dell’azione. Domina nella seconda parte della partita e meriterebbe, lui sì, i tre punti.

RABIOT 6 Al contrario dei compagni, più positivo nella prima parte del match ed in calo vistoso nella ripresa. Causa il rigore con un mani di cui va dimostrata tutta la volontarietà. Riceve una spinta che lo alza in modo proporzionale al volume del sandwich ricevuto (praticamente la dimostrazione del teorema di Archimede), ma Massa e Giacomelli stavano marinando la scuola il giorno della spiegazione e concedono un rigore, che in un calcio meno cervellotico non avrebbe concesso nemmeno Agnolin. Quando potremo assistere ad un incontro in cui Rabiot sarà costante nel rendimento da fischio a fischio?

ALEX SANDRO 5,5 Senza infamia e senza lode e senza spinta convinta. Dopo i fuochi d’artificio di mercoledì, pare rientrare nell’alveo delle partite medie giocate quest’anno. Per carità, non combina guai, ma nemmeno accende qualche scintilla. Diligente e nulla più.

DYBALA 5 Come giocare in 10 una gara fondamentale per la qualificazione alla Champions League del prossimo anno. A me pare che il “sottosottomister” abbia una lavagna in cui segni le presenze collezionate dai giocatori. “Dunque, tu Morata hai giocato 3 partite in più di Paulino? Allora stavolta stai giù e faccio giocare lui” “Scusi, mister, ma nella difesa viola io sfondo di più di Paulo” “Lo so, ma se non lo faccio giocare, non è giusto, ha diritto anche lui, no?” “O.K. Mister, ma la prossima la gioco io” L’oratorio, ecco, come all’oratorio… Dybala vede 3 palle 3. In 45 minuti, 3 palle. E’ vero che ha tutto il permesso di prendersela con Ramsey per come vada a sprecare una perla di palla, ma la sua presenza in campo ad impensierire la difesa fiorentina è pari a sottozero. Non andava schierato. (MORATA 6,5 Entra e segna. Certamente la buona sorte lo aiuta, ma come spesso mi sorprendo a dire, è un premio degli dei per lui ed un avvertimento, purtroppo l’ennesimo ed inascoltato, al similmister. Dopo di che Alvaro non si fa vedere molto, ma in area i difensori hanno qualche patema in più rispetto al 1° tempo. Facile: tra Morata presente e Dybala assente, la differenza è tangibile).

CRISTIANO RONALDO 5 Ripiega a centrocampo servendo un assist ad un viola che ringrazia e riparte in modo pericoloso assai. Tutto è bene quel che finisce bene, ma una giocata così sghemba me l’aspetto da Rabiot o da Ramsey, ma da Ronaldo no. Mi sono pulito le lenti per rivederla, perché non ci credevo. Trascorre il tempo della gara nel tentativo di dare un senso al pomeriggio fiorentino, rammaricandosi che la pandemia penalizzi così pesantemente il turismo nelle città d’arte. Non tira mai in porta, non chiude un triangolo che uno, parte da sinistra e si perde nel tragitto verso il centro. Passi una volta, passi due, ma adesso è un mese che CR7 è dato per disperso.

PIRLO 4 Sbaglia formazione iniziale ed è l’ ennesima, stucchevole, volta da agosto. Non si rende conto di quanto sia importante la posta in palio e di quanto la Juventus abbia bisogno di mastini in mezzo al campo e della partecipazione alla prossima Champions. Dalla quale, ammessa e non concessa la presenza, mi auguro che Pirlo sia lontano spazi siderali. Oggi posso azzardare che non solo questo ex grande campione non è un allenatore, ma che anche in futuro la sua carriera è fortemente in dubbio. Under 23 compresa. Chi lo ha voluto, dopo avere sperimentato percorsi stravaganti e prematuri, dovrebbe per primo rassegnare il proprio destino alla fine di maggio nelle mani della “proprietà”, insieme a questo azzardo di allenatore che è buono come azzardo e basta. Mettere in campo una formazione leggerina e con un modulo difensivo, non più sperimentato dalla fondazione di Troia, è l’ennesima dichiarazione di inadeguatezza. Sono bastati un paio di giocatori dal peso sopra la media per spostare gli equilibri e ritornare ad uno schieramento offensivo per non far superare alla Fiorentina la metà campo per tutta la ripresa. Domandina facile facile: sembrava così brutto partire in questo modo da subito e far sentire ai violacei che oggi non ce n’era per loro? Altra domandona: si deve arrivare alla penultima giornata come a i tempi di Ranieri, per sollevare un confusionario, prima che sia troppo tardi?

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