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Il Torino si sbarazza con facilità di quello che rimane della Sampdoria grazie a un 2-0 all’inglese maturato con un gol per tempo da parte di Buongiorno, al primo gol in granata, e di Pellegri nel finale che, con un’esultanza polemica ed evitabile, ha incendiato il finale di una gara che non aveva avuto nessun eccesso di agonismo durante tutto l’incontro, fatta eccezione per l’ennesima contestazione civile dei tifosi della Samp contro la dirigenza per un futuro quanto mai incerto.

Il Torino detta legge nel primo tempo, Buongiorno sblocca la gara

La differenza di organizzazione tra le due squadre fa subito la differenza con i granata che imprimono immediatamente il loro ritmo ad una Sampdoria in avvio sin troppo remissiva. La percentuale di possesso palla sfonda il 70% per il Toro dopo pochi minuti e gli ospiti si rendono subito pericolosi con Sanabria ma il suo intervento su cross di Schuurs viene anticipato dall’attento Oikonomou. Il Torino continua a macinare gioco tessendo la tela con il palleggio dal basso e la ricerca della verticalizzazione: al 18′ Vojvoda non approfitta di una situazione favorevole calciando fuori dallo specchio con un tiro a giro.

Alla mezz’ora la squadra di Juric sblocca la partita: Ilic che dal versante di sinistra sviluppa un cross perfetto sul primo palo, Buongiorno si smarca bene e di testa insacca in rete il suo primo gol in maglia granata. Il Toro vola sulle ali dell’entusiasmo e confeziona altre due buone occasioni prima della fine della frazione con Vlasic, la cui conclusione al volo esalta Ravaglia nella deviazione in corner e un minuto dopo con Sanabria che sfiora il raddoppio: l’attaccante granata anticipa tutta la difesa blucerchiata e colpisce di testa con il tempo giusto ma la palla finisce fuori di centimetri.

La Sampdoria prova a reagire ma non basta, Pellegri incendia il finale

Negli spogliatoi Stankovic catechizza la Sampdoria che nella prima parte del secondo tempo cerca una flebile reazione, cercando di colpire in ripartenza sul palleggio costante del Torino. Al 63′ si mette in proprio Cuisance che fa tutto da solo e calcia trovando lo scudo di Rodriguez, sprecando una potenziale occasione per aver ignorato l’accorrente Gabbiadini. La Samp però resta un pugile che tiene alta la guardia cercando di coprire l’inferiorità tecnica più che aggredire nel tentativo di riequilibrare la contesa.

Il Torino ne approfitta e Miranchuk a dieci minuti dal termine sfiora il raddoppio con un bel mancino a giro dall’angolo destro dell’area di rigore ma la conclusione, che scavalca Ravaglia, sfiora di poco l’incrocio dei pali. Nel finale Pellegri, servito da Vojvoda, trova il gol del 2-0 che chiude la contesa saltando anche il portiere e depositando il pallone facilmente in rete.

La sua esultanza, con le mani dietro le orecchie rivolte verso la gradinata dei tifosi della Samp è gratuita e scatena un battibecco accesissimo, anche per l’esasperazione di una tifoseria in fase di contestazione e rimasta unico baluardo di una società e di una squadra ormai allo sbando e destinata, almeno sul campo, alla serie cadetta.

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