28 Marzo 2023

Foto account Twitter SportLive

  • Tempo di lettura:3Minuti

Esattamente 37 anni fa, il 30 giugno 1987, Diego Armando Maradona firmò per il Napoli. I retroscena della trattativa furono rocamboleschi. Li racconta Corrado Ferlaino in persona.

Antonio Juliano, che era il direttore generale, aveva contattato il Barcellona per un’amichevole. Accettarono precisando che Maradona non ci sarebbe stato per un infortunio. Ci informammo e scoprimmo che era falso, era in rotta con il club. Così partimmo. Ci chiesero 13 miliardi di lire, convinti che non avessimo i soldi

Il Napoli effettivamente non aveva quei soldi ma l’Ingegnere “si ingegnò”. Enzo Scotti, il sindaco, lo mise in contatto con Ferdinando Ventriglia, presidente del Banco di Napoli. Grazie anche ai rapporti con la politica, l’impossibile divenne possibile.

Il presidente del sodalizio partenopeo, consapevole di non poter consegnare l’accordo prima della chiusura del calciomercato, depositò in Lega una busta vuota. Ferlaino fece firmare Maradona e in piena notte tornò a Milano facendo una corsa in Lega. “Antonio Juliano, che era il direttore generale, aveva contattato il Barcellona per un’amichevole. Disse alla guardia giurata di aver sbagliato una procedura, salì negli uffici e di nascosto sostituì la busta. Portò via quella vuota e lasciò quella con il contratto“.

Non arrivarono rimostranze da parte degli altri club. D’altronde la presenza di Maradona in Serie A avrebbe portato un indotto economico imponente. L’affare si sbloccò alle 23 e il Barcellona ricavò 13,5 miliardi di lire. Totonno Juliano, per far smuovere i Blaugrana, finse di trattare l’acquisto di Hugo Sanchez dall’Atletico.

Alla conferenza stampa di presentazione, l’inviato francese Alain Chaillot parlò di soldi della camorra.
Per un parigino, se un napoletano poteva spendere quei soldi, era la prova che fossero della camorra. Ero stanco. Quando sentii la domanda, lo espulsi dalla conferenza stampa“. Corrado Ferlaino rispose così indignato alle accuse dei soliti simpaticissimi cugini transalpini.

Dino Celentano, uno dei principali dirigenti azzurri che condussero l’affare affermò: “Era chiaro che stavamo facendo la storia del calcio mondiale”. Quel Dino Celentano che, prima di riprendere il volo per l’Italia, ricevette una telefonata anonima di minacce: “Se portate via Maradona non uscirete vivi da Barcellona”. Ma non si fece intimorire.

E infine l’aneddoto più clamoroso, raccontato sempre da Ferlaino: “Ricordo benissimo quella giornata: avevo appena definito l’accordo col Barcellona e così andai in un bar spagnolo per bare un whisky. Il barman mi chiese se fossi italiano e non sapendo chi fossi, mi disse che il Napoli aveva acquistato un “pacco” dal Barcellona”.

E il resto è storia…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: