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Laurent Blanc è stato uno dei difensori più eleganti della storia recente del calcio, un giocatore che merita di essere ricordato.
Il francese ha avuto una carriera da calciatore di grande rispetto, dalla Francia all’Italia, passando per la Premier League e Liga.

Bandiera del Montpellier, Blanc ha iniziato la sua carriera da centrocampista. A tal proposito, impossibile non menzionare l’aneddoto su come gli sia stato proposto il cambio ruolo.

“Io difensore? Non ci penso nemmeno”. Quando Laurent Blanc, si sentì suggerire nel 1990 dall’allenatore del Montpellier Michel Mézy di arretrare il proprio raggio d’azione, la risposta fu categorica. Lui, attaccante di formazione divenuto poi centrocampista, senza mai rinunciare però ai gol che arrivavano numerosi, di allontanarsi ulteriormente dalla porta proprio non ne voleva sapere. Così, alla vigilia di un match, Mézy passa delle ore in camera di Blanc a persuaderlo della ragionevolezza della sua idea. Di fronte a ripetuti rifiuti, arriva infine il dentro-fuori che avrebbe voluto evitare: “O stai dietro, o non giochi”.

A quasi 25 anni, Laurent non era sicuro di rimettersi in gioco fino a questo punto. Alla fine, però, accettò di farlo, probabilmente anche per amore del club che aveva puntato su di lui.

Blanc arrivò infatti a Montpellier quindicenne, dopo essere stato scartato dal Monaco che lo riteneva troppo gracile. Riuscì a crescere di ben dieci centimetri, assaporò il debutto in prima squadra e la promozione dalla seconda divisione alla Ligue 1, diventando un centrocampista carismatico, elegante e decisivo, dalla non spiccata rapidità ma con grandi abilità nella lettura del gioco.

Qualità che spinsero Mézy a vederlo nel cuore della difesa, un ruolo che Blanc sentirà molto stretto all’inizio, ma che farà la sua fortuna. A Laurent bastarono pochi mesi per capire che la nuova posizione non limitava così tanto il suo feeling con la porta. Nella stagione 1990-91, la prima giocata interamente da difensore, segnò addirittura 14 gol, trascinando il Montpellier al settimo posto.

Laurent Blanc ai tempi del Napoli

 

La prima chiamata della Serie A arrivò con il Napoli, nel 1991, dove si trasferì per 5,5 miliardi di lire. In maglia azzurra, allenato da Claudio Ranieri, fu uno dei protagonisti del quarto posto in campionato dei partenopei con 6 gol all’attivo. Tuttavia, dopo qualche ruggine con la società tornò in Francia.

Blanc divene poi sposo del Barcellona, suo primo top team che gli portò ovviamente numerosi titoli.
Dopo di che passò all’ Olympique Marsiglia e vinse il trofeo più importante della sua carriera. Parliamo naturalmente del Mondiale con la sua Francia nel 1998 coronato con il tradizionale bacio alla testa del portiere Fabien Alain Barthez, diventato poi un tormentone.

Il giocatore vinse anche l’Europeo del 2000. Ahinoi! Si trasferì poi all’Inter, dove si confermò difensore dal vizio del goal. In particolare, è famoso il gol a Coppola contro il Napoli. La difesa di Zeman era tutta un programma!

Nel 2001 venne ceduto, qualcuno lo dava per bollito, ma ecco che Blanc stupì con una nuova vita al Manchester United. Il francese conquistò anche un titolo, tanto per rimarcare, semmai ce ne fosse bisogno, il suo DNA vincente.

Al termine della sua carriera da calciatore, il francese si è buttato a capofitto sulla sua nuova vita da allenatore. Ha iniziato con il Bordeaux, passando per la nazionale francese e il PSG. Ora è in attesa di una nuova sfida da raccogliere magari nuovamente in Italia, alla ricerca di quella precisione ed eleganza che portava sempre con sé al centro della difesa.

Alessio Maria Giannitti