Con la manita rifilata alla Scozia nella gara inaugurale di Euro 2024 la Germania manda un messaggio forte e chiaro: la Mannschaft ha ritrovato sé stessa, cambiando di colpo le prospettive di una squadra che pareva aver smarrito tutte le sue certezze in vista della “sua” rassegna continentale.

Del resto, il vantaggio di organizzare il torneo senza l’assillo delle qualificazioni s’era trasformato in un pericolosissimo boomerang. Privare per due anni i giocatori dell’applicazione emotiva legata alle gare ufficiali aveva portato in dote alla nazionale di Flick un ruolino di marcia nelle amichevoli post Mondiale 2022 condito da ben quattro sconfitte in cinque partite.  Morale della favola: il ct viene stato sollevato dall’incarico. Con l’evidente intenzione di voler dare continuità al percorso già intrapreso, la federazione sceglie di sostituirlo con un altro ex allenatore del Bayern, Nagelsmann.

Inizialmente, il lavoro del nuovo arrivato è costellato da risultati decisamente altalenanti: dalla tournée in Nordamerica (vittoria contro gli Usa e pareggio col Messico), la Germania rientra con più dubbi che certezze. Definitivamente messe in discussione dalla doppia sconfitta con Turchia e Austria. Con l’autostima sotto i tacchetti e l’Europeo casalingo alle porte, Nagelsmann convince Toni Kroos a tornare in nazionale, prima di ritirarsi definitivamente dal calcio.

Affidando la regia al pivote del Real Madrid, Nagelsmann ribalta di colpo il livello qualitativo della Germania, che ridisegna tatticamente sui princìpi del 4-2-3-1. Così da permettere alla batteria di offensive player a sostegno della punta di spostarsi liberamente sull’intero fronte d’attacco.

La creatività dei giovani talenti

Anche ieri Musiala e Wirtz hanno occupato stabilmente le fasce, senza tuttavia limitarsi a garantire esclusivamente l’ampiezza. Anzi, proprio i movimenti a stringere, funzionali poi ad occupare i mezzi spazi, hanno finito per scardinare l’atteggiamento passivo della Scozia. Scambiandosi continuamente la posizione, infatti, il talento creativo dei ragazzi prodigio in forza a Bayern Monaco e Bayer Leverkusen ha mandato letteralmente in cortocircuito il piano gara predisposto di Clarke. Ovvero, tenere il baricentro basso, e compattare le linee, mantenendole talmente strette e corte, da soffocare il palleggio dei tedeschi.

Peccato che la Germania abbia dato prova della sua migliore versione. Con l’equilibrio in costruzione di Kroos, associato a gambe e polmoni di Andrich (sostituito precauzionalmente nell’intervallo, causa ammonizione), che hanno gestito magistralmente il possesso. E Gündogan che si muoveva tra le linee, cucendo la manovra, evitando che i compagni di reparto dovessero preoccuparsi di quello che accadeva nella propria metà campo. In questo modo, i padroni di casa hanno schiacciato l’avversario sin dentro la loro area di rigore.

A completare l’opera, l’elegante di Havertz, preferito inizialmente a Füllkrug: optare per una sorta di “falso nueve”, invece di affidarsi al classico centravanti di ruolo, ha permesso a Nagelsmann di sviluppare un calcio associativo, in cui veniva naturale la connessione nello stretto tra il giocatore dell’Arsenal e chi lo supportava alle spalle.

Panchina lunga e di qualità

Insomma, la Germania ha dimostrato tutte le sue ambizioni, oltre a una profondità nella rosa davvero invidiabile, che potrebbe concederle qualche vantaggio nel prosieguo della manifestazione. Avere chi esce dalla panchina, in un torneo dall’arco temporale assai compresso, un attaccante posizionale come Füllkrug, bravo nelle sponde e nel risolvere i duelli individuali a suon di sportellate, nonché un fantasista dall’indole ipercinetica del calibro di Leroy Sanè, può tornare sicuramente utile.

Al momento, vista la consistenza ectoplasmatica della Scozia, l’unico dubbio riguarda la fase difensiva. In attesa di un avversario maggiormente impegnativo, resta l’impressione che Rüdiger e Tah concederanno le briciole agli avversari.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

SEGUI I SOCIAL E RESTA AGGIORNATO SULLE NEWS: