La Roma di Paulo Fonseca non ha ancora perso una partita sul campo in questa stagione. I giallorossi hanno riacciuffato il Milan lunedì della scorsa settimana, vincendo poi in campionato.

Contro il Cluj la partita è stata resa facile dalla squadra capitolina. Si sa che in Europa, se non si gioca con il giusto piglio, il rischio di andare incontro a figuracce è alto. Lo scorso anno la squadra romena ha battuto la Lazio, a tal proposito.

Fonseca ha trovato il giusto assetto e lo ha fatto da tempo. Gli esperimenti dell’allenatore portoghese stanno iniziando a dare i propri frutti. Lo scorso anno, tra mille tribolazioni, dovuti a situazione societaria e infortuni, la Roma è comunque arrivata al quinto posto in campionato.

L’EL rimane una competizione particolare più che mai. Adesso si sta giocando ogni sette giorni anche nella fase a gironi, tolto il periodo della sosta nazionale. Il turnover è necessario, altrimenti ci si distrugge a livello fisico. Il girone della Roma è semplice, ma se affronti le avversarie con le pantofole rischi. Il Cluj aveva una squadra molto rimaneggiata, detto questo. Eppure i giallorossi hanno giocato con il giusto piglio.

Con i giusti esperimenti, il tecnico sta dando spazio a vari effettivi nella rosa, tra cui Pau Lopez. L’investimento di 20 milioni è comunque valorizzato.

Nel 2020 la Roma ha iniziato malissimo, iniziando con due sconfitte casalinghe. Sono arrivate le debacle contro Bologna e Sassuolo, battute di arresto piuttosto sciocche. L’infortunio di Zaniolo è stato quindi devastante. Da lì le critiche a Fonseca. A fine 2019 la squadra sembrava aver trovato la quadra, ma a inizio anno si ruppe il giocattolo.

In un campionato come questo, la Roma ha comunque il dovere di lottare per la Champions. La stagione è stranissima e può succedere di tutto. Non ci sono schiacciasassi, ma dipenderà dal discorso condizione e fortuna. I casi covid la faranno da padrona. Tutte le squadre di Serie A hanno problemi. Anche in Europa, ci sono 2-3 squadre che non hanno problemi. Il campionato è bello, imprevedibile più che mai e ci sono troppe variabili, che possono far saltare il banco.

Pedro e Tommaso Milanese

 

La compagine giallorossa si muove in campo utilizzando le posizioni sfalsate degli elementi del reparto nevralgico, le giocate in verticale e lo sfruttamento delle fasce. Man mano che migliorano le alchimie tattiche, questa fluidità di gioco è raggiunta anche variando gli interpreti.

Borja Mayoral era sotto osservazione prima del match di ieri, ma il 23enne spagnolo non ha tradito le attese. L’inizio dell’avventura alla Roma era stato balbettante, visto che si è ritrovato fuori dalla comfort zone. Ieri ha invece brillato, disputando una match positivo, nonostante l’assenza di Dzeko. In taluni casi, Mayoral sarà impiegato proprio in coppia con il bosniaco ed è decisamente quello l’assetto migliore.

Fonseca ha utilizzato finora l’Europa League come laboratorio. L’obiettivo è far acquisire la condizione a chi ha giocato meno e integrare i nuovi. Come detto dal tecnico, in questo momento Smalling non può giocare ogni tre giorni (l’inglese ha giocato solo metà match), ma dietro ci sono comunque cinque centrali. Quattro si alterneranno e poi c’è Fazio, che può essere utile come rincalzo o in questi match di Europa League.

Gonzalo Villar si sta ritagliando maggiore spazio e in Europa League è stato schierato nei due dietro la punta. Per far ruotare la rosa, Fonseca ha poi inserito Juan Jesus nel secondo tempo, mettendolo sorprendentemente al posto di Spinazzola. Nell’ultimo quarto di match ha poi esordito il giovane Tommaso Milanese. Quest’ultimo ha anche servito l’assist a Pedro.

A causa del cambio di proprietà, la Roma non ha potuto fare grande mercato. Eppure, a differenza di altri anni, non sono andati via pezzi pregiati. Con il ritorno di Smalling, la crescita di Ibañez e l’arrivo di Kumbulla, è migliorata anche la fase difensiva. Resta la criticità sulla fascia destra nel 3-5-2, così come manca qualcosa a centrocampo. Fatto sta che dal post-lockdown la Roma ha ritrovato l’assetto perduto. Pedro può essere il calciatore determinante in termini di mentalità.