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Credevamo di averle viste tutte, ma la Serie C ci sorprende ancora una volta in negativo. Quanto successo oggi è il culmine della pagliacciata.

La Pro Piacenza, società in grossa crisi economica, ha messo in campo oggi dei ragazzini della squadra giovanile. Ma non è tutto: gli emiliani hanno giocato in sette contro il Cuneo! Quest’ultimo ha poi sfruttato la situazione, infliggendo 20 gol ai giovani e rimaneggiatissimi avversari. In sette contro undici, avrebbero perso anche squadre con in campo De Gea, Ramos, Chiellini, Kante, Messi, Cristiano Ronaldo e Mbappe, figuriamoci sette ragazzini. A fare da allenatore c’era invece un ragazzo di 18 anni.

La situazione ha avuto un enorme eco mediatico, arrivando sulle testate di tutto il mondo. Il calcio italiano fa ancora una volta una figura molto poco edificante. Per qualcuno la colpa è stata del Cuneo che ha rifilato 20 gol (10 nei primi 20 minuti o più, attenzione), Questa partita serviva, invece, solo come pro forma ad una società per evitare la radiazione. Situazione già verificatasi lo scorso dicembre. Alla quarta partita non disputata, la Pro Piacenza sarebbe stata esclusa dal campionato. Il resto è fuffa.

Il problema, lo ribadiamo, è a monte. Da troppo tempo le classifiche vengono definite dai punti di penalizzazione, in quanto molti club non sono in grado di adempiere agli obblighi economici. Il mancato adempimento porta inevitabilmente a un taglio dei punti in classifica. Non esistono criteri di selezione seri, si rimanda ogni anno il problema, concedendo prima l’iscrizione ai campionati, poi si procede alle sforbiciate di punti. Alla conclusione di ogni benedettissima stagione poi le classifiche vengono rivoluzionate.

L’11 marzo ci sarà la decisione sulla Pro Piacenza, che rischia comunque l’esclusione, visti i mancati pagamenti degli stipendi. Ribadiamo il nostro discorso sull’inettitudine dei vertici, incapaci di gestire il problema. Vista la crisi economica che sta attraversando il calcio italiano, perché non ridurre le squadre professionistiche?

E c’è anche un altro discorso da fare: perché non istituire un vero contributo di solidarietà per le serie inferiori? Una parte degli introiti delle società di A (proporzionalmente) e degli stipendi dei calciatori di A (sempre proporzionalmente) potrebbero andare a club di Serie C o Serie D, chiaramente ai club che farebbero “i compiti a casa”. Il 2% dello stipendio di CR7 è 600.000 euro, il 2% dello stipendio di Insigne è 40.000 euro, il 2% dello stipendio di Higuain era 180.000 euro. Ma purtroppo l’inettitudine e l’ignavia regnano sovrane!