• Tempo di lettura:3Minuti

Dopo il 6-0 subito a febbraio contro il Manchester City di Guardiola, il Chelsea di Sarri si trovava in sesta posizione e si rincorrevano le voci di esonero. Il Tottenham aveva ben 10 punti di vantaggio e i Blues erano stati superati anche da un Manchester United in grandissima ascesa.

Come se non bastasse poi arrivarono sconfitte e harakiri vari, oltre alla netta eliminazione dalla FA Cup.

Eppure, superando i vari turni di Europa League e non mollando la scia di United e Arsenal, il Chelsea non è mai affondato. Abramovich ha deciso di non mandare via Sarri e le cose si sono poi ricomposte. Il rapporto con alcuni senatori era ai minimi termini, ma Sarri ha tenuto. In tal senso è stato fondamentale l’ottimo rapporto con il brasiliano David Luiz, leader carismatico della squadra.

Al netto dei gol contro il derelitto Huddersfield, Higuain ha faticato molto a carburare. L’argentino non ha dato un contributo realizzativo superiore a quello di Morata, ma è sicuramente più congeniale al gioco di Sarri e i suoi movimenti si sposano bene con quelli degli altri giocatori offensivi, in primis Eden Hazard.

E proprio Eden Hazard è stato lago della bilancia. Il belga è stato più delizia che croce, soprattutto per i numeri (31 tra gol e assist in campionato, dati fuori dall’ordinario), ma non sono mancate le prestazioni abuliche. Eppure, quando ha deciso di fare la differenza, Hazard lo ha fatto.

Sarri ha inoltre dato dimostrazione di essere un tecnico molto più elastico rispetto a quanto riportava la stampa italiana. Il turnover ben fatto è stato fondamentale per fare bene in tre competizioni su quattro, coinvolgendo spesso anche Hazard nelle rotazioni.

La chiave di volta è stata a centrocampo, dove ha rinunciato alla solita alternanza tra Kovacic e Barkley. Il croato è un giocatore tecnico, ma poco completo per le consegne di Sarri, mentre l’inglese rimane un giocatore di medio livello. La differenza l’ha fatta l’introduzione di Loftus-Cheek, centrocampista considerabile grezzo, ma che nel corso della stagione ha affinato le sue qualità tecnico-tattiche. Il classe ’96 della nazionale si è rivelato un fattore proprio per le sue qualità di centrocampista box-to-box. Loftus-Cheek è difatti in grado di creare occasioni, interdire, fare strappi e dare fisicità al reparto.

L’inserimento in formazione di Loftus-Cheek, l’ottimo turnover operato, un calcio spesso pragmatico (come nella seconda parte della stagione scorsa con il Napoli) e l’ottimo rapporto con i leader dello spogliatoio sono state le chiavi di volta di questa risurrezione calcistica di Sarri e del suo Chelsea. Da italiani, ci auguriamo che Sarri si unisca al folto gruppo di allenatori provenienti dal Belpaese che hanno vinto con i colori del Chelsea.

 

Vincenzo Di Maso