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La Juventus ha ufficializzato Maurizio Sarri domenica. Continuiamo a parlare di chi esce sconfitto da questa storia.

Nella prima parte del nostro pensiero, tra gli sconfitti abbiamo annoverato alcuni tifosi del Napoli che hanno utilizzato Sarri come strumento e pretesto per attaccare la società. Ci siamo poi concentrati invece su Massimiliano Allegri, tecnico in carica dal 2014 al 2015. Allegri ha vinto 5 scudetti, ha raggiunto 2 finali di Champions e ha anche conquistato una manciata di trofei minori.

Adesso parliamo invece di chi avrebbe dovuto mantenere un atteggiamento da professionista, ma non lo ha fatto.

Molti dei giornalisti mainstream si sono resi protagonisti di atteggiamenti pacchiani, da ragazzini, sempre pronti a screditare il lavoro dei colleghi che riportavano tesi diverse. Da parte nostra abbiamo apprezzato il lavoro di Luca Fausto Momblano, vero professionista, che ha avuto la notizia di Guardiola, non spacciandola mai per certa e non scrivendo mai che il City aveva liberato il tecnico catalano.

Non possiamo invece che provare un profondo sdegno per coloro che sputavano veleno nei confronti di colleghi professionisti. Sia chiaro, ci riferiamo ai professionisti alla Momblano, non ai ciarlatani che parlavano di presentazioni, Guardiola già libero, etc…

La presunzione porta poi a figure molto poco edificanti. Ed è facile che i colleghi rinfaccino poi gli errori. La reazione di qualche personaggio è stata il blocco, spesso anche preventivo. Noi siamo stati bloccati da Alfredo Pedullà dopo un semplicissimo confronto, dopo aver semplicemente chiesto dell’incontro tra Ramadani e Paratici che avrebbe dovuto avere luogo il giorno 8.

Una trattativa può andare in porto e si può “azzeccare” la notizia, ma ci sono modi e modi per confrontarsi con colleghi o semplici utenti che si interfacciano con te in maniera educata. Alcuni hanno scelto la pista corretta, ma hanno perso la dignità. Un direttore di un giornale come Zazzaroni ha invitato le persone “a mandarsi affanculo da sole”. Se dovessimo rispolverare tutti gli errori del collega in questione, non ne finiremmo più.

Il culmine non è ancora