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Adesso che la Juventus ha ufficializzato Maurizio Sarri possiamo parlare di chi esce sconfitto da questa storia.

Nella prima parte del nostro pensiero, tra gli sconfitti abbiamo annoverato alcuni tifosi del Napoli che hanno utilizzato Sarri come strumento e pretesto per attaccare la società. Oggi ci concentriamo invece su Massimiliano Allegri, tecnico in carica dal 2014 al 2015. Allegri ha vinto 5 scudetti, ha raggiunto 2 finali di Champions e ha anche conquistato una manciata di trofei minori.

Definire Allegri un tecnico scarso o affermare che la sua avventura alla Juve non sia stata positiva sarebbe una bestemmia calcistica. Dall’altro lato, non possiamo tuttavia dargli più meriti di quelli che non ha. Piuttosto che per i freddi trofei, va fatta una disamina diversa.

Allegri merita elogi per aver ridato alla Juve una dimensione europea, dimensione che aveva perso dagli anni di Calciopoli. Per quasi un decennio la Juve è stata pressoché nulla in Europa. Nel 2014 Conte ebbe il grosso demerito di farsi buttare fuori da un Benfica organizzato ma nettamente inferiore alla sua Juve. Eppure l’anno successivo Allegri centrò la finale di Champions.

L’unica annata deludente nella massima competizione europea per club è stata quella appena conclusa, in quanto l’Ajax ha dato una vera e propria lezione di calcio alla Juve all’Allianz Stadium. I contatti con l’entourage di Sarri andavano avanti da prima di quel match, poi è stato fatto all-in su Guardiola, a dimostrazione del fatto che Andrea Agnelli ha deciso per un cambio di rotta.

Qualcuno ha parlato della più grossa mazzata per un tesserato bianconero e così è stato. Mazzata chiaramente a livello tecnico, visto che i rapporti umani tra Allegri e l’ambiente Juve sono ottimi. Eppure la società ha optato per un tecnico che sviluppasse una filosofia di gioco diversa, più propositiva e che garantisse più divertimento, garantendo tuttavia gli equilibri.

In tutti questi anni non sono mancate le frecciate di Allegri a Sarri, con il tecnico livornese che è stato spesso infastidito dai commenti a favore di quello di Figline. Allegri parlava spesso di vittorie, ricordando gli zero titoli di Sarri, almeno fino a poche settimane fa, ma adesso quest’ultimo potrà giocare ad armi pari. Vincere il campionato con la corazzata che avrà a disposizione dovrebbe essere una formalità, così come lo è stato per Allegri stesso. Sarri, che non era certo il piano A ma un tecnico comunque stimato, non è stato preso solo per il “bel gioco”, ma per l’assalto a una coppa che manca quasi da un quarto di secolo.

Siamo curiosissimi di leggere cosa scriveranno molti tifosi della Juve, che prima elogiavano Allegri come un semideo e attaccavano Sarri per svariati motivi. Ne parleremo magari a inizio 2020, quando il gioco di Sarri sarà entrato a pieno regime….