• Tempo di lettura:3Minuti

Il Napoli viene etichettato come l’eterno secondo. Se da un lato l’appellativo può essere scomodo, vista la mancanza di vittorie di titoli di un certo livello nell’era De Laurentiis, dall’altro lato è da rimarcare la costanza di questi piazzamenti, cosa assolutamente non scontata per una società con un fatturato inferiore a più squadra italiane.

Il Napoli ha una gestione molto oculata, dove gli abbagli a livello economico sono pressoché nulli. Si registrano errori tecnici, ma i flop non sono mai bagni di sangue. Il Napoli, per fare un esempio, non ha mai preso calciatori in netta fase calante, che prendono 6-7 milioni lordi di ingaggio a stagione, a differenza di Inter o Roma.

L’arrivo di Ancelotti ha rappresentato un primo passo verso l’internazionalizzazione. Se al primo anno, ADL gli ha dato la consegna di valutare la rosa (con conseguenze non esattamente positive sul valore di mercato di molti calciatori), questo mercato estivo si prospetta sicuramente più aggressivo e con target diversi. La partecipazione continua alla Champions League, i conti in ordine e la presenza di Ancelotti portano a piste di un certo livello.

I nomi di James e Diego Costa ci risultano. A prescindere dal valore, si tratterebbe di calciatori che farebbero fare un salto di qualità in termini di appeal e brand. Entrambi hanno giocato la Champions ad altissimi livelli e sono stati protagonisti al mondiale, entrambi sono elementi di fama internazionale.

A riguardo il Decreto Crescita potrebbe venire incontro al Napoli. Per fare un esempio riportiamo la spiegazione di Ultimo Uomo: “uno stipendio di 5 milioni netti non costerà più alle società 9,3 milioni lordi, bensì 7,5 milioni lordi per la stagione 2019/20 e dal 2020 in poi solo 5,7 milioni lordi, con l’ulteriore vantaggio per i club delle regioni agevolate di costare 7,2 milioni lordi nel 2019/20 e 5,2 milioni lordi dal 2020 in poi“.

Non entrando adesso nel merito della questione squisitamente tecnica o tattica, si prospetta un mercato in stile 2013 ma senza il grande sacrificio e con target ancora più alti. Il Napoli ha il suo Cavani (non De Laurentiis ma Koulibaly), ovvero un elemento che frutterebbe cifre blu, ma non ha alcuna intenzione di venderlo, fermo restando che le vie del mercato sono infinite. Con il sacrificio di un solo titolare importante (importante ma non top player) e di vari rincalzi o esuberi, la società partenopea potrebbe senza problemi permettersi due profili di quel livello.

E ADL da tempo è alla ricerca di sponsor e soci di profilo internazionale. Non abbiamo notizie certe in merito, ma le voci sull’ingresso di nuovi capitali si rincorrono. Una società senza debiti, con un tecnico come Ancelotti e un valore di mercato dei suoi calciatori così elevato ha le carte in regola per attrarre sponsor e investitori. Non parliamo certo di sceicchi che comprerebbero il Napoli, vista la criticità del centro-sud Italia sotto i ben noti aspetti, ma soci di minoranza e sponsor di livello internazionale sono assolutamente plausibili.