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La Roma si è imposta 3-0 contro il Trabzonspor in casa e ha staccato il pass per i gironi di Conference League. I giallorossi, spinti da un pubblico entusiasta che non ha smaltito l’astinenza di due anni di assenza dagli spalti, hanno chiuso una pratica molto più scomoda di quanto potesse sembrare.

Come detto anche da Mourinho, poteva essere una partita di Europa League: la caratura dell’avversario, in relazione alla competizione, era elevata ma la Roma ha comunque giocato la sua partita senza sbavature e, soprattutto senza perdere concentrazione.

La Roma è già una squadra che ha l’impronta del suo allenatore: è “cattiva”, molto fisica, ben registrata dietro anche se qualche sbavatura c’è stata, capace di far sfogare gli avversari per poi colpire sfruttando le opportunità che le si prospettano. Il primo gol di Cristante è una rasoiata da fuori e a seguire i giallorossi, forti anche del vantaggio dell’andata, non devono far altro che amministrare la partita; cosa che non sanno fare ed infatti Rui Patricio si dimostra un gran portiere sventando con due parate surreali altrettanti pericoli portati alla sua porta ad inizio secondo tempo.

La gestione del risultato, come nella partita con la Fiorentina, è il punto debole di questa Roma che ha capito come andare a far male, ha capito come difendere ad oltranza, ma non ha ancora assimilato i concetti di Mourinho che riguardano la gestione del risultato. Dopo il 2-0 di Zaniolo, felice come al primo gol in Serie A per esser tornato a segnare dopo un lungo calvario, la partita assume un’altra piega e la Roma gioca in scioltezza.

Abraham esce stremato ma riceve la sua seconda standing ovation in due partite ed El Shaarawy con un gol dei suoi, accentrandosi per poi calciare imparabilmente a giro, chiude i conti con il definitivo 3-0. La Roma entra affronterà i gironi ed entra ovviamente nel lotto delle favorite in questa nuova competizione.

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