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Ranieri-Roma, la storia continua. Dopo lo scudetto sfiorato nel 2009-2010, il tecnico di Testaccio torna nell’Urbe. Un ritorno che, a differenza del 2009, arriva in una periodo molto avanzato della stagione. Giusto esonerare Di Francesco, ma perché aspettare marzo?

Adesso Ranieri ha come obiettivo principale quello di dare uno scossone. La Roma tecnicamente ha virtù e vizi, mentre a livello mentale ha mostrato parecchie crepe. Nove anni fa Ranieri è riuscito a dare il giusto cambio di marcia alla squadra. Adesso l’impresa si fa più dura, anche perché la squadra non è dello stesso livello.

Cosa aspettarci? Di tutto. Le avventure in panchina di Ranieri nell’ultimo decennio sono state schizofreniche. Alla Juventus ha fatto abbastanza bene, portandola in Champions, fermo restando che il secondo anno fu esonerato a due giornate dal termine. Alla Roma ha sfiorato lo scudetto alla prima stagione, per poi fare molto male nella seconda. All’Inter, dopo un buon inizio, è crollato finendo per essere esonerato nuovamente.

All’estero ha fatto benissimo con il Monaco, prima venendo promosso in Ligue 1 e poi arrivando secondo nella massima serie l’anno successivo.

Poi la chiamata del Leicester, dove ha vinto il suo unico titolo in carriera, il più pazzesco e inaspettato della storia della Premier League. Ricordiamo che le Foxes erano date 1/5000 nelle quote e che Lineker disse che sarebbe andato in mutande alla trasmissione Match of the Day se la squadra avesse vinto il campionato. Ricordiamo poi l’apoteosi a fine campionato, con Ranieri e Andrea Bocelli sul palco del King Power Stadium. Semplicemente una leggenda nata dal nulla e che non si è confermata l’anno successivo.

L’inizio pessimo, con chiaro ammutinamento dei calciatore, si tradusse nell’inevitabile esonero. Esonero che tuttavia fu una piccola goccia dell’oceano che aveva creato Ranieri.

In tutti questi anni c’è stato poi l’intermezzo con la nazionale della Grecia, con un misero pareggio in 4 gare, in cui perse addirittura contro le Far Oer.

Questa schizofrenia di risultati rende assolutamente impronosticabile l’impatto di Ranieri in giallorosso. Le discussioni con Totti sono acqua passata. I due si sono incontrati spesso e non vi sono più dissapori. Lo stesso ex capitano ha definito Ranieri una persona schietta e vera. Totti e De Rossi sono stati coloro che hanno indicato Ranieri.

L’ambiente va compattato. Non conterà molto l’aspetto tecnico-tattico, ma quello psicologico. La squadra rimane quella ed è impossibile dare un’idea di gioco diversa in poco tempo. Ranieri è quindi chiamato a esaltare le virtù di questa Roma e a cercare di limitare e nascondere i difetti. Mancano solo 12 gare, non ci sono coppe di mezzo. Napoli e Juve verranno affrontate all’Olimpico e, ai fini della qualificazione in Champions, sarà fondamentale non perdere a San Siro contro l’Inter.