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Le negoziazioni tra Elliott e l’UEFA stanno raggiungendo un punto in cui si rischiano conflitti. Come noto, “la Camera di Investigazione dell’Organo UEFA di Controllo Finanziario dei Club (CFCB) ha comunicato la decisione di deferire il caso AC Milan alla Camera Arbitrale CFCB”. Da vedere quindi quali saranno le sanzioni per il triennio ’15-’18. Come abbiamo scritto, ogni anno viene preso in esame il triennio successivo, ad es. nel 2019 il Milan viene giudicato in materia di FPF per il triennio ’15-’18.

I legali Elliott sarebbero disposti a chiedere la sospensione cautelativa di tutte le manifestazioni UEFA qualora quest’ultima dovesse irrogare le sanzioni di cui si parla. L’obiettivo è trovare un accordo tramite il dialogo. Se le sanzioni verranno reputate troppo severe, il Milan ricorrerà nuovamente al TAS. Al Tribunale Arbitrale dello Sport sarebbero presenti anche avvocati dell’UEFA ed è probabile che si vada verso una nuova mediazione.

Purtroppo sui social si stanno diffondendo false notizie secondo cui Elliott avrebbe il coltello dalla parte del manico e potrebbe decidere “di comparsi l’UEFA” o “farla fallire”. Elliott ha vinto un ricorso contro uno Stato, l’Argentina, ricavando oltre due miliardi di dollari e certamente non si tirerà indietro. La differenza è che qui si parla di violazioni del Fair Play Finanziario, un istituto interno all’UEFA, quindi di stampo prettamente sportivo. Se le sanzioni comminate saranno tutte in materia di FPF e non trascenderanno da tale ambito, Elliott potrà fare poco.

Il dialogo è incentrato sul raggiungimento del break-even ed è già stato tracciato. Elliott dovrà innanzitutto puntare ad aumentare il fatturato. A quel punto sarà molto più semplice fare mercato in linea con il Fair Play Finanziario. Se da un lato il FPF ha cristallizzato le posizioni di potere, dall’altro lato viene data la possibilità alle società di aumentare i ricavi e avere poi possibilità di spesa perfettamente in linea con il FPF.

Tante società sono state sottoposte a questo regime, prima di ripianare il passivo e, soprattutto, aumentare i ricavi. Altre hanno aumentato i ricavi tramite sponsorizzazioni molto polemiche (PSG, ad esempio), cosa che rientra nella famosa materia grigia, ma difficile da contrastare.

Paolo Maldini aveva dichiarato: “Siamo pronti a tutto, abbiamo tante armi. Come club vogliamo che non sia un confronto duro e senza dialogo, il FPF ha azzerato i debiti nel calcio europeo, ma non permettere ad una società sana e senza debiti di intervenire sul mercato è anche incostituzionale”.

Proprio per questi motivi è molto probabile che si trovi un accordo basato sul dialogo. Gli obiettivi temporali potranno essere rivisti e l’UEFA potrà concedere più tempo, fermo restando le sanzioni sulle quali è impossibile esprimersi ad oggi, fermo restando che la priorità dell’organo amministrativo del calcio europeo è che il Milan aumenti i ricavi. A quel punto sarà molto più semplice venire incontro e allentare i paletti.