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L’Atalanta di Gasperini, dopo un avvio shock tra l’eliminazione ai preliminari di Europa League e la zona retrocessione che a Ottobre cominciava a destare tanta preoccupazione, sembra definitivamente tornata a essere quella squadra organizzata e divertente che ormai da un paio d’anni naviga nelle parti alte della classifica.

Lo 0-5 di oggi in casa del Frosinone porta la Dea al settimo posto in piena zona Europa League grazie ad una prestazione ai limiti della perfezione.

Gasperini ha creato un’orchestra tattica perfetta, dove persino i centrali difensivi sono degli incursori e non esistono confini tra fase difensiva ed offensiva.

Mancini inizia e finisce l’azione, non staziona con i colleghi di reparto sulla mediana ma da difensore attacca l’area e disegna il finale.

È solo un caso che l’Atalanta abbia avuto centrali col vizio del gol negli ultimi anni, o è il sistema Gasperini a far segnare i difensori?

Di certo al di là della qualità dei centrali difensivi atalantini il Gasp ha dato la sua impronta attraverso meccanismi ben collaudati, soluzioni tattiche e mentalità davvero importanti.

Anche gli esterni sono fondamentali nel disegno tattico dell’Atalanta: Hateboer a destra e Gosens prima e Castagne ora a sinistra garantiscono spinta, assist e una buona copertura.

Una marcia in più l’ha data di certo il rientro di Josiph Ilicic dall’infortunio.

Lo sloveno ha dato qualità soprattutto nell’ultimo passaggio e non è un caso che Duvan abbia cominciato con continuità a segnare dopo il suo ritorno.

Lo stesso colombiano è di certo la nota più lieta di questa squadra.

Dopo le difficoltà iniziali, Zapata ha messo a segno oggi ben 4 gol arrivando a 14 in stagione (capocannoniere insieme a Ronaldo e Quagliarella).

Non è tutto: Duvan ha segnato in tutte le ultime 7 partite della sua squadra.

Un altro giocatore rispetto a quello dei primi mesi e i numeri realizzativi messi a confronto sono diametralmente opposti: Prime 13 giornate: 793 minuti, 1 gol; successive 7: 614 minuti, 13 gol (uno ogni 47).

Altra nota positiva l’esordio oggi di Dejan Kulusevski, svedese classe 2000 dalle grandi prospettive.

Insomma una squadra con un’identità ben collaudata e tanti prospetti per migliorare ancora. 

La Dea comincia a fare paura e si candida anche quest’anno per un posto in Europa.

Alessio Maria Giannitti