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Come noto, Reputation Science ha pubblicato la classifica dei presidenti più popolari della Serie A. Quest’ultima riporta le posizioni dalla 1 alla 7. La classifica viene pubblicata ogni mese

Cairo ha dominato, sopravanzando Agnelli e Zhang. Appena fuori dal podio De Laurentiis, seguito da Scaroni, Pallotta e Della Valle.

Visto che la classifica si basa anche sulla reputazione come manager, al primo posto troviamo Cairo. L’imprenditore nel settore dell’editoria è al primo posto in assoluto nella reputazione online delle figure apicali delle principali aziende italiane. La reputazione è quindi valutata a 360 gradi e non solo tra i tifosi. C’è da aggiungere il fatto che il Torino sta facendo particolarmente bene quest’anno, al netto della sconfitta contro il Bologna, lottando per un posto in Europa.

Andrea Agnelli è in posizione altissima, ovviamente perché la Juve ha vinto tanti scudetti consecutivi e per l’acquisto di Cristiano Ronaldo. Zhang ha realizzato tante sinergie con la Cina e con importantissimi marchi internazionali, creando le basi economiche per l’Inter.

De Laurentiis è invece un personaggio che, tra i tifosi del Napoli, è come la Marmite, la celebre crema inglese. Non esistono mezze misure: “love it or hate it”. Proprio come ADL a Napoli, presidente controverso che causa faide interne tra il tifo napoletano.

Scaroni si è insediato come presidente del Milan contestualmente all’approdo di Elliott. Non è in una posizione più alta proprio perché la proprietà viene identificata con Elliott.

Discorso diverso per Pallotta, che si è dato tanto da fare, ma non è riuscito a portare titoli alla Roma e sta trovando grosse difficoltà con lo stadio.

A chiudere la classifica c’è Della Valle. La famiglia marchigiana era arrivata in pompa magna a Firenze, portando i viola a fare molto bene nelle coppe, salvo poi disinvestire e condannare la squadra a una situazione di limbo.

Manca poi Claudio Lotito. La Lazio non accede ai gironi di Champion’s da più di un decennio e ogni anno manca il centesimo per fare l’euro. Il rapporto con i tifosi è sempre stato teso e l’imprenditore romano fa ben poco per entrare nelle grazie del popolo laziale.