• Tempo di lettura:3Minuti

Il processo di crescita dei giovani della Roma si scontra inevitabilmente con le esigenze di risultato, fermo restando ovvie soddisfazioni.

Tra le ultime stagioni e quella attuale, i giallorossi hanno lanciato giovani di livello che rivestono ora un ruolo importante nella rosa.

Ai già presenti Pellegrini, Schick e Under, tra gli altri, si sono aggiunti Cristante, Zaniolo, Kluivert e Coric. Dopo Zaniolo, presente in entrambi i match, anche il giovane “Vatreni” Coric ha trovato spazio contro le Merengues e non ha fatto male.

Tutti questi ragazzi sono di ottime speranze e alcuni di loro hanno già dato punti alla Roma. Under lo scorso anno è stato molto importante anche in Coppa, mentre Kluivert ha mostrato sprazzi da campione.

Sprazzi, appunto, sprazzi. A meno che non sei Mbappe o giovani fenomeni di questo livello, tu ventenne non puoi garantire continuità. Ti capita magari di risolvere qualche partita con un assist, un cross, una serpentina o anche un gol, ma è quasi inevitabile che capitino giornate negative. Ieri la vittima è stata il turco Cengiz Under, esterno che tante volte ha già dato saggio delle sue enormi qualità, affermandosi non solo come una promessa ma come una splendida realtà. Il punto è nei momenti di difficoltà non si può pretendere che un giovane faccia la differenza e risollevi la squadra.

La Roma di quest’anno ha dimostrato di non esserci a livello di mentalità. Questo discorso naturalmente esula dai problemi legati agli infortuni. Con le rose ampie di oggi questo sarebbe un alibi assolutamente non giustificabile. E anche con vari assenti i calciatori giallorossi che scendono in campo sono perfettamente in grado di battere Chievo, Spal, Bologna o Udinese. Quando a tradire sono elementi esperti poi vengono inevitabilmente inficiati anche i giovani.

Se non si è al cospetto di Totti alla loro età, dei giovani pur forti e promettenti rischiano di farsi risucchiare dalle difficoltà. Di Francesco ha tantissimi giovani e non lesina loro spazio, ma serve un contesto diverso per farli esprimere al meglio.

La Roma deve in primis riprendersi e rimettersi in carreggiata a livello psicologico e per questo aspetto è fondamentale l’apporto dei calciatori più esperti. Tra i ragazzi c’è chi ha spiccata personalità e chi invece fatica di più a emergere, ma nel giusto contesto anche i calciatori dotati di carattere trovano difficoltà.

Per quanto riguarda il match di ieri, le critiche a Under sono lecite ma l’esterno turno non può essere demonizzato oltre misura, magari additandolo come il principale responsabile della sconfitta contro il Real.

Sta ora a società e tecnico sostenere i giovani con un contesto tecnico-tattico e in termini di organico di maggior valore. C’è da dire che alcuni elementi esperti stanno underperformando e questo finisce per ripercuotersi su interi reparti e, chiaramente, sui giovani che scendono in campo.

Dalle prossime sessioni di mercato assisteremo a vari cambiamenti, ma sarebbe auspicabile che la società non parta con il vendere uno o due giovani importanti per poi acquistarne altri. Deve esserci un progetto incentrato sui giovani e questi ultimi non devono essere semplice oggetto di plusvalenze. Al contrario, è giustificabile piuttosto cedere elementi giovani che non rendono come ci si attende o che per troppo tempo non riescono a sprigionare il proprio potenziale.

Pertanto, la Roma faccia cassa con elementi più esperti e acquisti dei leader per fare da chioccia al grande numero di under 23 presenti in rosa.