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Il Milan ha scelto Marco Giampaolo come nuovo tecnico. L’allenatore abruzzese è stato ufficializzato dopo tanti giorni di attesa. Lo scorso anno si parlava di un suo possibile approdo al Napoli, ma De Laurentiis è andato sul sicuro, scegliendo Ancelotti.

Vista anche la mancata partecipazione alla prossima edizione della Champions, il Milan ha optato per un tecnico emergente, tra l’altro molto stimato da Maurizio Sarri. Si è completato quindi il quadro dei tecnici delle magnifiche 7, di cui ben 4 hanno cambiato allenatore. 6 allenatori su 7 sono italiani.

Giampaolo fa quindi un deciso upgrade, arrivando in una nobile attualmente decaduta, ma di proprietà di un ricco fondo pronto a investire, ovviamente sulla base dei paletti del FPF.

La sfida a cui è chiamato è quella di dare continuità ai risultati, limitando quanto più possibile i famosi harakiri di cui è stato protagonista con la Sampdoria. Giampaolo riesce a far giocare divinamente le proprie squadre per vari tratti della stagione, salvo poi incappare in partite orrende quando la condizione non sorregge la squadra. A Genoa questo gli veniva tollerato, mentre in una piazza esigente come quella del Milan il discorso è opposto.

Giampaolo predilige un tipo di gioco basato su pressing e ritmo, con squadra corta e giocate a due tocchi.

La difesa ha bisogno di un terzino sinistro di corsa e affidabilità, che non può essere Rodriguez, visti i limiti difensivi. Calabria è bravo a giocare bloccato, ma non ha l’atletismo richiesto dal tecnico abruzzese. Conti potrebbe essere un’ottima carta da giocare. Romagnoli è perfetto mentre serve uno stopper bravo in marcatura.

Il regista potrebbe essere Biglia, ma siamo molto scettici in quanto l’ex Lazio è in netta fase calante. La freschezza di Tonali, qualora arrivasse, potrebbe essere di grande aiuto.

Krunic, già acquistato, sarà il giocatore incaricato di rompere le linee avversarie, mentre Paquetà sarà il trequartista abile nel giocare nello stretto e nel fraseggiare con attacco e centrocampo. Calhanoglu è un elemento utile nel ricevere le seconde palle e, nonostante il ruolo, anche a recuperarle. Da vedere se sarà complementare con Paquetà. Kessié ha le doti fisiche e tecniche per imporsi, ma è troppo anarchico. Poco adatto è anche Suso, elemento che non è né carne né pesce per il gioco stile gegenpressing di Giampaolo.

L’attacco è composto da due punte adattissime per il gioco di Giampaolo, viste le abilità di buttarsi negli spazi, di giocare con i compagni e la propensione alla lotta. Piatek e Cutrone non sarebbero tuttavia compatibili, in quanto il tecnico ex Sampdoria ha necessità di giocare con una seconda punta veloce e brava ad allargarsi.

Quali sarebbero i nomi realistici? Si sta facendo largo il nome di Kramaric, che sarebbe ideale, viste anche la abilità tattiche e la comprovata affidabilità a certi livelli. Kouamé rappresenterebbe una scommessa intrigante, visto il potenziale. Schick è un nome stimato dal tecnico, ma il ceco raccontò che Giampaolo voleva farlo fuori. Il ragazzo è un equivoco tattico costante e, nonostante quanto di buono ha dimostrato alla Samp, potrebbe essere un rischio troppo grosso da correre.