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Come noto, Football Leaks ha rivelato che il difensore del Real Madrid Sergio Ramos è stato positivo all’antidoping prima della finale di Champions League del 2017 tra la sua squadra e la Juventus.

Iniziamo con il riportare quanto raccolto da L’espresso.

Quella sera, mentre negli spogliatoi del Real si festeggia il trionfo, le provette con le urine dei test antidoping partono per il laboratorio di Seibersdorf, in Austria. Un mese dopo, i risultati delle analisi vengono inviati all’Uefa. Il verdetto è chiaro: i campioni organici del giocatore identificato con il codice 3324822 contengono Desametasone, un farmaco citato nella lista delle sostanze vietate dalla Wada, l’agenzia mondiale antidoping. A Nyon, in Svizzera, i funzionari della federazione calcistica europea verificano che quel numero di serie è associato al calciatore Ramos. In altre parole, il capitano del Real Madrid ha fatto uso di medicinali proibiti alla vigilia della finale di Champions League. Questo è quanto raccontano le carte di Football Leaks, ottenute dal settimanale tedesco Der Spiegel e analizzate insieme agli altri giornali del consorzio Eic (European investigative collaborations) tra cui L’Espresso in esclusiva per l’Italia. Il caso Ramos è fin qui rimasto un segreto ben custodito dall’Uefa. Nessuna comunicazione ufficiale, nessuna notizia, nulla di nulla. I documenti di Football Leaks svelano anche l’epilogo della storia. La confederazione guidata dallo sloveno Aleksander Ceferin si è alla fine accontentata delle spiegazioni fornite dal Real Madrid e ha archiviato il caso“.

Ok, soffermiamoci su queste parole: “Il caso Ramos è fin qui rimasto un segreto ben custodito dall’Uefa. Ben custodito fino alla divulgazione di Football Leaks. Gli ispettori avevano comunicato alle autorità antidoping l’assunzione di un farmaco (Celestone Chronodose) illecito e simile al Desametone (il cui uso è concesso solo su comunicazione) utilizzato da Sergio Ramos. Ad ogni modo Sergio Ramos ha comunque assunto Desametasone. La difesa ha poi asserito che si è trattato di “errore amministrativo”. I controlli sono stati realizzati dallo staff medico… del Real! Ma allora perché non indagare?

E riallacciamoci parlando del secondo punto: “Nella stanza dove è radunata la squadra sale la tensione. I medici accreditati dalla Uefa fanno appena in tempo a completare il prelievo di sangue dalle vene di Ronaldo e del centrocampista tedesco Toni Kroos, quando si fanno avanti alcuni infermieri dello staff del Real. Saranno loro a completare il test sugli altri otto giocatori. L’incidente di Madrid viene denunciato nel rapporto degli ispettori dell’antidoping. Le regole non sono state rispettate. I controlli non possono certo essere svolti dai controllati, cioè dai club. E ai calciatori, come ovvio, non è consentito scegliersi il personale medico a cui affidare gli esami clinici“. Il Real ha poi affermato che questi ispettori UEFA erano inesperti, alzando la voce. Dichiarazioni chiaramente di parte, come se volessero nascondere qualcosa. Una roba allucinante. La procedura è chiaramente irregolare ed è gravissimo che l’UEFA abbia accettato tutto questo senza battere ciglio e insabbiando la situazione.

Come è possibile che il medico abbia sbagliato in modo così clamoroso? Perché l’UEFA ha accettato che a condurre dei test siano stati i medici del Real? E perché, se di “disguido” si è trattato, non è stato poi divulgato? Cosa ci sarebbe di male in un semplice “errore amministrativo”?

Ci auguriamo che chi di dovere indaghi a fondo. Questa archiviazione semplicistica del caso puzza non poco…