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Si fa presto ad utilizzare o abusare del termine “Garra Charrua” (il buon Lele Adani ne sa qualcosa), ma vi sono calciatori uruguaiani a cui la definizione calza a pennello. Nel novero di questi calciatori figura Rodrigo Bentancur. Il centrocampista della Juve si è meritato la celeberrima etichetta ai mondiali 2018, nei quali ha formato una grande cerniera di centrocampo assieme a Torreira.

Quello che ha impressionato in Bentancur è la capacità di prevedere l’azione, capire dove arriva il pallone, giungendo ad anticipare l’azione e a prevedere l’inserimento degli avversari. Chiaramente con caratteristiche strutturali diversi, ma il suo ruolo di “prevenzione” ricorda molto quello di Jorginho con Sarri: due elementi dotati di fenomenali abilità nel leggere l’azione avversaria e i movimenti avversari.

E Bentancur non si limita a leggere l’azione o a dettare i ritmi di gioco, ma è anche bravo a fare da “collante” tra centrocampo e attacco. In Sud America questa funzione è chiamata di enganche, appunto collante. L’uruguaiano non è tanto tipo da inserimento (ma ha tutte le carte in regola per poter diventare molto pericoloso anche in zona gol), bensì è un elemento che con i suoi movimenti offensivi riesce a creare lo spazio per gli avanti. E quando in attacco hai gente come Dybala e Cristiano Ronaldo, un collante simile, giocatore a tutto campo, si rivela fondamentale.

Quando è in condizione, l’uruguaiano unisce qualità tecniche, fisiche e gestionali. Non sarà un regista puro, ma quella capacità oculo-podalica di capire dove stanno i compagni è evidente nei suoi movimenti e nei suoi passaggi. E nella precisione passaggi è spiccato nella stagione da poco conclusa, chiudendo con un ottimo 87%. In questa Coppa America, complice anche il tipo di gioco dell’Uruguay, ha finora registrato l’82%.

L’uruguaiano è gradualmente entrato nel vivo del gioco della Juventus. Bentancur ha personalità da vendere e provvede in prima persona alle esigenze della squadra. Il futuro è quello da grandissimo equilibratore. Preferiamo evitare paragoni, anche alla luce del fatto che si tratta di un centrocampista piuttosto peculiare. Flemma, classe, capacità di rubare i palloni, prevenire l’azione e gestire i ritmi sono caratteristiche che ha e che ne fanno un potenziale top player.

I difetti? Qualche pallone sanguinoso perso, cosa che gli succede non di rado, ma per un elemento con poco più di 20 anni è assolutamente normale e denota anche personalità. Problemi decisionali non ve ne sono, anzi, il ragazzo sotto questo aspetto spicca assolutamente.

Bentancur nel gioco di Sarri

Qualcuno ha parlato di un Bentancur come vice Pjanic. Essendo un centrocampista piuttosto peculiare, è difficile pensare che l’uruguagio possa gioca al posto del bosniaco, ovvero con consegne da regista. Potrà ricoprire, piuttosto, quella posizione in situazioni di emergenza o per far rifiatare l’ex Roma. Bentancur è un buonissimo distributore di palloni, ma è azzardato reputarlo un regista.

Possibile invece che Sarri gli assegni consegne simili a quelle di Kantè, fermo restando le caratteristiche diverse. L’ex Boca ha fisico e senso tattico, si muove molto e ha le caratteristiche per evolversi in un vero centrocampista box-to-box. Questo ruolo non era quello di Kanté, ma Sarri ha trasformato il franco-congolese.

Ovviamente, vista la grande concorrenza in un centrocampo che si prospetta stellare, il ragazzo difficilmente partirebbe titolare. Con le tre competizioni e vista la sua duttilità, è tuttavia probabile che di spazio ne avrà tanto. In alcune cose è ancora grezzo e con un maestro di calcio come Sarri ha tutto per trovare la sua dimensione.