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Dalla giornata 9 fino a due giornate fa, l’Atalanta ha mantenuto ritmi quasi da secondo posto. Gli uomini di Gasperini hanno patito il brutto inizio (scorie della preparazione anticipata, causa preliminari di EL), poi si sono rimessi in carreggiata alla grande. Duvan Zapata è stato l’uomo in più, spingendo a suon di gol gli orobici verso la lotta al sogno Champions.

L’inizio contro il Milan era stato confortante e sembrava di rivedere uno dei tanti match in cui l’Atalanta aveva azzannato la preda, senza quasi più mollarla. Il gol di Piatek, arrivato a pochi secondi dal termine del primo tempo, avrebbe steso pugili esperti e navigati, figuriamoci un pugile giovane che, per quanto fresco e in forma, non ha la tenuta mentale dei grandi. Il secondo tempo è stato poi negativo, con il Milan che ha portato a casa la partita con un netto 3-1.

Ieri è arrivata la seconda vittoria consecutiva, con un Torino di Mazzarri che, a fari spenti, si è avvicinato alla zona Europa League. I granata non hanno il gioco brioso e la qualità degli interpreti di Gasperini (migliorati sopratutto grazie al lavoro del tecnico di Grugliasco), ma sono una squadra mazzarriana, pronta a lottare fino all’ultimo secondo e a resistere con le unghie e con i denti.

L’Atalanta è in flessione fisica già da qualche giornata. Contro la Spal è arrivata una vittoria di nervi, recuperando uno svantaggio, ma gli orobici arrivavano dopo sul pallone. Il campanello d’allarme era evidente. Contro il Milan l’Atalanta ha corso per un tempo. Il punto è che in alcuni ruoli non vi sono sostituti adeguati, cosa normale visto che gli orobici fatturano 91 milioni al netto delle plusvalenze, cifra decisamente inferiore rispetto a quelle dei competitor. Gasperini ricorre anche a ragazzi del settore giovanile. Lo svedese Kulusevski, 19 anni, ha ricevuto l’investitura da Ilicic, ma non è ancora maturo.

Gli esterni corrono tanto ed è normale un momento di flessione, come sta capitando a Hateboer. Poi si è fatto male anche Gosens… Ed è evidente che questa squadra non ha la possibilità di fare a meno del Papu Gomez, elemento imprescindibile.

A livello mentale ci sta questa naturale flessione, anche per il discorso che i giocatori non sono abituati a lottare per la Champions. Adesso il quarto posto dista 7 punti, quando al 45′ contro il Milan (prima del gol di Piatek) era acquisito. Servirà rimettersi in carreggiata proprio per recuperare punti e, se non rientrare nella corsa Champions (pesano anche i punti persi a inizio campionato), almeno assicurarsi un posto in Europa League.