Tra un anno, chi vorrà seguire la rassegna (non il sottoscritto) si immergerà nei mondiali di Qatar 2022. Progressivamente, l’idea di boicottare il torneo FIFA per le violazioni dei diritti umani è stata accantonata.

Diamo quindi uno sguardo alla storia della campagna, iniziata da un piccolo club in Norvegia.

Il Tromsø IL è un modesto club nel nord del Paese, a nord anche del Circolo polare artico. Nel mese di febbraio, il club ha pubblicato un comunicato in cui ha dichiarato “Dobbiamo pensare allo scopo del calcio e al motivo per cui così tante persone amano il nostro sport”, affermando che era giunto il momento di fare qualche passo indietro. “Che la corruzione, la schiavitù moderna e la morte di un gran numero di lavoratori siano alla base di un Mondiale è inaccettabile”, ha continuato il comunicato. Un comunicato emesso poco dopo la pubblicazione dei dati sui morti per la costruzione degli stadi: ben 6500 fino a quel momento.

Per quanto riguarda la corruzione, i sospetti sono tangibili e fondatissimi. Si attendono condanne, viste le indagini condotte in tre Paesi. Per gli inquirenti americani, è indubbio che i funzionari (compresi quelli della CBF) abbiano ricevuto tangenti per votare a favore del Qatar. Vi sono indagini in corso, tra gli altri Paesi e in Francia e Svizzera. L’ex fuoriclasse dei Bleus Michel Platini, è stato già detenuto per corruzione.

L’infografica di Amnesty International sulla situazione dei lavoratori in Qatar

La protesta del Tromsø è stata seguita da altri club norvegesi: Rosenborg, Vålerenga e Brann. Ma perché ciò è avvenuto proprio in Norvegia? I club norvegesi, a differenza dei giganti europei, sono democrazie. Per legge, sono di proprietà e gestiti dai membri, che votano ogni anno sulle politiche interne e sugli emendamenti agli statuti. Ogni membro di età superiore ai 15 anni ha diritto di voto.

La nazionale norvegese ha quindi esibito maglie con messaggi invocanti i diritti umani, dentro e fuori dal campo. Si sono associate Danimarca e Germania. Il promotore della nazionale teutonica è stato Leon Goretzka, noto per le sue prese di posizione durante gli Europei.

La federazione norvegese ha poi deciso di votare se boicottare o meno Qatar 2022. Ciò è stato messo a votazione nel corso degli Europei. Vista la manifestazione e considerato che ci si stava battendo per altre cause, la situazione non ha avuto risalto mediatico.

Alla fine, il “no” al boicottaggio ha vinto. La federazione ha rilasciato una dichiarazione comunicando che il boicottaggio sarebbe stato inutile, in quanto a livello locale, in Qatar, non era stata manifestata alcuna intenzione in tal senso. In Germania, i tifosi hanno deciso di creare un torneo amatoriale a Lipsia per competere con la Coppa del Mondo: l’ASAP Global Cup. ASAP sta per “sportivi dilettanti contro il profitto”. Nel 2022 16 squadre si sfideranno per il campionato, con trasmissione gratuita in tutto il mondo. Il sottoscritto preferirà dare spazio all’Asap Global Cup, piuttosto che a questo mondiale insanguinato.