Papa Giovanni Paolo II è stato il 264º papa della Chiesa cattolica e vescovo di Roma. “L’atleta di Dio” è stato anche un grande sportivo.

Da giovane, Giovanni Paolo II praticava sci, nuoto, canottaggio e calcio. Wojtyla giocava in partite di calcio che vedevano contrapposti ragazzi ebrei contro ragazzi cattolici, offrendosi volontario per giocare con i ragazzi ebrei in modo da far raggiungere loro il numero sufficiente per mettere assieme undici calciatore. Eugeniusz Mroz (classe 1920, come il Papa Santo) disse: «Giocavamo tutto il giorno e una volta con una pallonata, io e Lolek rompemmo la vetrata della chiesa». Lolek era il soprannome di Wojtyla quando difendeva la porta della squadra locale.

Il biografo George Weigel conferma che il calcio è stato uno degli sport preferiti dal giovane Karol Wojtyla e dai suoi amici. “Il calcio era il loro sport di squadra preferito. Oggi i pellegrini di Wadowice possono vedere il campo sul quale Lolek il portiere ha affinato le sue capacità, spesso giocando con una squadra composta principalmente da ragazzi ebrei della città”.

Wojtyla e i suoi amici giocavano anche una partita di hockey su ghiaccio quando il fiume Skawa si ghiacciava durante l’inverno. Oltre a giocare con i suoi amici, Wojtyla si divertiva anche a dare due calci al pallone assieme al padre. I due si divertivano insieme con un pallone fatto di stracci.

Nel 1979 Papa Giovanni Paolo II tenne un discorso ai dirigenti e ai calciatori della squadra di calcio del Milan dopo la vittoria del campionato italiano. Incoraggiò i rossoneri a dare il buon esempio sia sul campo che fuori, proferendo queste parole: “Credo di non sbagliarmi nel riconoscere in voi questo potenziale di virtù civili e cristiane. In un mondo in cui talvolta è dato costatare la presenza dolorosa di giovani stanchi, segnati dalla tristezza e da esperienze negative, siate per essi amici saggi, guide esperte ed allenatori non solo sui campi sportivi, ma anche sulle vie che conducono ai traguardi dei veri valori della vita. Aggiungerete così alle soddisfazioni agonistiche benemerenze di ordine spirituale, offrendo alla società un prezioso contributo di sanità morale. Darete così alla Chiesa la gioia di vedere in voi dei figli forti, leali e generosi (cf.1Gv 2,14). Ecco, fratelli carissimi, quali sentimenti e quali voti la vostra esuberante giovinezza ha suscitato nel mio animo. Vi conceda il Signore Gesù quel “goal”, cioè quel traguardo finale, che è il vero ed ultimo destino della vita. A tale fine vi sostenga la mia benedizione che estendo di gran cuore a tutti i vostri familiari, amici e ammiratori“.

Il presunto supporto per il Fulham

Ma di quale squadra era tifoso Papa Giovanni Paolo II? Karol Wojtyla ha adorato un solo Dio, ma quando si trattava di squadre di calcio era molto più libero con i suoi affetti. Il Papa è stato considerato tifoso di almeno sei-sette squadre: oltre al Milan, si registrano il Liverpool, il Barcellona e il Fulham.

Si diceva che il suo supporto per il Fulham fosse una leggenda metropolitana, ma c’è chi giura che Giovanni Paolo II si trovasse sugli spalti Craven Cottage negli anni Trenta quando studiava come sacerdote a Roehampton. Tuttavia la storia non è vera: per prima cosa il Papa, nato nel 1920, è stato ordinato solo nel 1946.

Qando il Daily Star riportò il presunto supporto di Papa Giovanni Paolo II per i Cottagers e falsificò astutamente una foto di Sua Santità con in mano una sciarpa di Fulham per dare credito alla storia, giornale fu segnalato alla Commissione Reclami della stampa e fu costretto a scusarsi.

Ma la storia non finisce qui. Nel 1999, Ken Myers, membro di un gruppo del tifo organizzato del Fulham, l’Independent Fanline, telefonò al Vaticano per chiedere informazioni sulle voci: “Ho sentito dire che il Papa è tifoso del Fulham, così, visto che era Pasqua, ho pensato di telefonargli. Non potevo crederci quando ho parlato con il suo portavoce della stampa. Sapeva anche che stavamo giocando contro il Wigan ed era felice di parlarne“. Tuttavia, il portavoce di Papa Giovanni Paolo II, Kieron Conroy, fu laconico sull’argomento. “Il Papa augura ai tifosi di Fulham tutto il meglio. Mi ha scritto augurando al Fulham di riprendersi e dà il suo sostegno alla squadra“.

Altre squadre

Secondo il suo connazionale Jerzy Dudek, Papa Giovanni Paolo II era invece tifoso del Liverpool. “Ho parlato con un paio di ragazzi che sono molto vicini al Papa, e mi hanno detto che lui guarda sempre le nostre partite e pensa sempre a me quando il Liverpool gioca“, rivelò dopo aver visitato il Vaticano.

Il pontefice è stato anche membro onorario di diversi club europei, tra cui – bizzarramente – sia lo Schalke 04 (un club fortemente cattolico, di cui divenne socio nel 1987) sia degli acerrimi rivali del Borussia Dortmund (l’altra squadra che dà vita al Derby della Ruhr).

Il Papa aveva una tessera di socio vitalizia (la numero. 108.000), che gli fu consegnata dopo aver celebrato la messa allo stadio del Nou Camp, davanti a 120.000 persone, nel novembre 1982. Tuttavia, le voci secondo le quali avesse sottoscritto un abbonamento sono molto diffuse.

Tuttavia, nonostante queste voci che lo volevano tifoso di importanti squadre straniere, la maggior parte dei polacchi riferisce che l’unica squadra del cuore di Papa Giovanni Paolo II era il KS Cracovia. Il pontefice è nato a circa 50 km da Cracovia, ha intrapreso i suoi studi universitari e seminariali nella città e si recava allo stadio di quella che è la squadra più antica di Polonia. Quel sostegno per il KS Cracovia sembra essere durato fino alla fine: poco tempo prima di morire, Karol Wojtila concesse ai giocatori e allo staff della squadra un’udienza privata in Vaticano. Dopo aver dato loro la sua benedizione, il Papa concluse che avrebbe continuato a sostenere la squadra, senza tuttavia compromettersi.

Risulta evidente che “il Papa Santo” potesse avere simpatie per alcune squadre, ma non era un tifoso fervente di una squadra in particolare. Questo a differenza di Papa Francesco, tifoso dichiarato del San Lorenzo.

Ultimo aneddoto. Papa Giovanni Paolo II consigliò a Boniperti di portare alla Juve un certo Zibi Boniek (e il consiglio fu accettato e si rivelò proficuo). Proprio con Boniek, il Papa si rese protagonista di un siparietto. Alla vigilia dei Mondiali del 1982, Boniek si recò in udienza dal Papa e gli chiese se potesse pregare per la sua Polonia: «Caro Boniek, mi dispiace ma Dio non va scomodato per queste piccole cose».