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Forse l’esultanza più cara ad ogni tifoso della Lazio: il dito indice di Chinaglia sotto la Curva Sud durante un derby contro la Roma.

Siamo al 31 marzo 1974: dopo un iniziale vantaggio dei giallorossi, arriva il pareggio di D’Amico e poco dopo viene concesso un rigore per i biancocelesti.
Dopo la concessione della massima punizione da parte del direttore di gara, sugli spalti si scatena il putiferio. Un clima cosi teso non può che accendere l’animo di Giorgio Chinaglia che si presenta sul dischetto. Rincorsa lunghissima, palla da una parte, portiere dall’altra.

Dopo il gol, il pallone, come a voler suggerire l’esultanza, rimbalza all’interno della porta e torna da Chinaglia che lo raccoglie scaraventandolo verso i tifosi romanisti. Long John punta il dito indice della mano destra perfettamente allineato con i suoi occhi, rimanendo piantato cosi a testa alta, urlante di soddisfazione, con il braccio teso e, appunto, il dito puntato verso la curva ostile.

Quel gesto, però, fa inviperire i sostenitori romanisti che arrivano a minacciare addirittura la moglie del bomber laziale e Chinaglia, eletto a furor di pop ioolo idolo della curva biancoceleste, viene costretto a vivere per tre mesi a casa dell’allenatore Maestrelli.