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Hanno fatto scalpore le parole proferite da Lele Adani su Maradona e Cristiano Ronaldo. Sul Pibe de Oro, Aani ha dichiarato: “CR7 è un super professionista incredibile. Quando si nasconde prima di andare a segnare fa spavento, è esemplare. Il Sassuolo ieri ha fatto bene, poi la Juve è uscita fuori con il carattere e con i grandi giocatori di cui dispone. Confronti con Maradona? Lui nel calcio di oggi farebbe fatica, farebbe la grande giocata per prendersi la scena, ma senza condizione adesso non si va avanti. Lo spiega Ronaldo, il professionista esemplare”.

Analizzando le parole, non si nota da nessuna parte un confronto sulla forza e sulla grandezza. Le parole vanno chiaramente interpretate. Pertanto, il discorso di Adani verte sul fatto che Maradona (come qualsiasi giocatore degli anni ’80 o ’90), se traslato nel calcio odierno, si sarebbe trovato in difficoltà visti i livelli di atletismo e fisicità raggiunti. Ma questo non esclude assolutamente che con i metodi di allenamento odierni Maradona non sarebbe potuto essere il numero uno.

Appunto, si tratta semplicemente di metodi di allenamento più avanzati. Chiaramente per quanto riguarda Maradona bisogna circoscrivere la sua grandezza agli anni d’oro, ovvero da quello precedente il mondiale ’86 al secondo scudetto con il Napoli. Erano i migliori anni di Diego, non solo a livello tecnico, ma anche fisico e atletico. Un Maradona del 1986 non sarebbe stato fermabile neanche oggi. Figuriamoci se si fosse allenato e applicato al massimo. Il dubbio di Adani probabilmente verte sul fatto che Maradona non sempre si è allenato con rigore, nonostante le capacità tecniche immense e la facilità di essere rapido e leggiadro.

Un Cristiano Ronaldo è ovviamente un tipo di calciatore del tutto diverso da Messi o Maradona. Da CR7 non ci si aspettano le punizioni telecomandate di Maradona né i dribbling nello stretto e i passaggi no look, ma il portoghese garantisce gioco aereo e acrobazie d’alta quota che calciatori più bassi del metro e settanta non possono avere nelle proprie corde. A CR7 non gli si chiede certo di tenere il pallone incollato ai piedi come faceva Maradona, da lui ci si aspettano gol in area grazie a un repertorio molto vasto. E il discorso vale anche nell’annoso confronto tra Messi e CR7, due calciatori comunque molto diversi.

Tornando a Maradona, avrebbe fatto fatica nel calcio odierno se avesse lesinato l’allenamento, ma con la giusta preparazione fisica le sue qualità tecniche, atletiche (sì, Maradona era anche molto veloce e agilissimo) e la sua genialità avrebbero fatto la differenza.

Difficile dire cosa avrebbe fatto un top player odierno nel calcio degli anni ’80. Un Cristiano Ronaldo sarebbe stato dominante atleticamente, ancor più di oggi, ma era un calcio in cui i difensori picchiavano molto di più, in tutti i campionati c’erano elementi durissimi e protetti dagli arbitri. Non c’era il VAR, ad esempio. Ricordate la marcatura di Gentile a Maradona ai mondiali 1982? Beh, nel calcio di oggi “Gheddafi” sarebbe stato espulso molto presto.

In conclusione, possiamo dire che non avremo mai la controprova, ma il successo nel calcio odierno non prescinde da una condizione fisica ottimale e dal duro allenamento. Pertanto, per essere il numero uno, Maradona avrebbe dovuto adeguarsi.