Italia-Olanda: “Cosa è la nazionale italiana?”

Esattamente 20 anni fa Italia-Olanda con il cucchiaio di Totti e tanto altro ancora. Se qualcuno vi chiede “Cosa è la nazionale italiana?” gonfiate il petto e raccontategli di quella partita, come stiamo facendo noi nell'articolo...

Esattamente 20 anni fa si giocava Italia-Olanda, semifinale degli Europei del 2000. Se qualcuno vi chiede “Cosa è la nazionale italiana?” rispondete mostrando le foto e i video di quella partita. Per adesso possiamo dire “cosa era”, in quanto da troppi anni la nazionale non regala emozioni e gli italiani sono ancora meno uniti. Un bagliore di luce ce lo sta regalando la nazionale di Mancini con le sue ottime performance.

Quel 29 giugno 2000 ebbe luogo una delle partite più epiche e celebrate della nazionale italiana, quell’Italia-Olanda, che metteva di fronte due filosofie del calcio molto diverse, ma entrambe quasi nella miglior espressione.

L’Olanda era probabilmente la seconda miglior Olanda di tutti i tempi, dopo quella di Cruyff, ancora superiore rispetto alle nazionali ammirate ai mondiali del 2010 e del 2014. Overmars, Bergkamp, Kluivert, Stam, Davids, Seedorf e Van der Sar erano solo alcune delle stelle degli Oranje. Quella partita fu particolare in quanto già nel primo tempo l’Italia fu ridotta in 10 uomini per l’espulsione di Zambrotta. Overmars fece ammattire i nostri esterni, ma c’era sempre un calciatore pronto a raddoppiare.

L’Italia fu costretta a giocare in difesa, quel terreno sul quale si trova particolarmente a suo agio. Avere Maldini, Nesta e Cannavaro contemporaneamente è un lusso che nessun altro CT della storia si è potuto permettere. E Zoff, che dichiarò, «c’era un’atmosfera quasi surreale: tre quarti dello stadio era arancione», ne era consapevole. Dietro di loro in quella partita c’era Francesco Toldo, che sostituiva l’infortunato Buffon. Fantastici i rigori parati, epica la partita del portiere dell’Inter, che intuì e parò ben tre rigori. E durante i tempi regolamentari ci fu quello di Kluivert, quasi perfetto, che prese l’interno del palo. Quando l’attaccante olandese sbagliò, fu inquadrato Pelé in tribuna che indicò con la mano il segno dei due rigori sbagliati.

In molti criticarono l’Italia per il catenaccio ma, vista la forza dell’Olanda e considerato che eravamo in 10, era l’unica soluzione. Tra l’altro gli olandesi avevano un centrocampo ben superiore, mentre il nostro era l’unico reparto non trascendentale. Il giocare all’italiana era l’unica opzione praticabile, poi fummo assistiti da una certa dose di fortuna, che in questi casi è necessaria.

I compagni di squadra corrono verso Francesco Toldo per abbracciarlo

 

L’arrivo ai rigori fu nefasto per gli olandesi, anche se l’Italia vedeva gli spettri del passato: in questo modo la nostra nazionale era già stata eliminata agli Europei del 1980 e ai Mondiali del 1990, del 1994 e del 1998. L’ultimo rigore nel 1998 fu tirato e sbagliato da Gigi Di Biagio, il quale, a distanza di due anni, fu “obbligato” da Zoff a tirarlo prima di tutti. Il calciatore della Roma non voleva tirare, ma Zoff gli si avvicinò e iniziò a svestirlo. La conclusione fu perfetta.

Tra i cinque rigori il più celebre fu il cucchiaio di Totti, la qual conclusione era nota come “Panenka”. Il fuoriclasse della Roma unì fantasia, imprevedibilità, coraggio e classe. Un gesto che gli fu insegnato da Rudi Voeller.

Interessante il dialogo prima dei rigori. Di Biagio si rivolse a Totti: “A Francé, io c’ho na paura”. Totti: “Eh, a chi lo dici, ma hai visto quant’è grosso quello (riferito a Van der Sar)?”. Di Biagio: «Ah, così m’incoraggi?». Totti: «Nun te preoccupà, mo je faccio er cucchiaio». Maldini: «Ma che sei pazzo? Siamo a una semifinale degli europei!». Totti: «Se, se, je faccio er cucchiaio!».

Parole che sono finite nel libro intitolato proprio “Mo je faccio er cucchiaio”, nel quale Totti scriveva: “Quando ero piccolo e annavo a giocà a’pallone con ragazzi che non conoscevo e stavano a fa le squadre se finiva sempre con “palla o regazzino?“. Poi dopo 2 minuti di gioco ed un paio di tunnel tutti: “Refamo le squadre, refamo le squadre il regazzino è troppo forte!”.  Un regazzino che quel giorno fece i suoi primi passi tra le leggende del calcio italiano e rese ancora più epica una partita della nostra Italia, che fa rispondere alla domanda “Cosa è la nazionale italiana?”.

 

Vincenzo Di Maso

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