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Altro giorno e altra classifica. Stavolta è toccato ad Espn, che nei giorni scorsi ha stilato una classifica dei 100 giocatori più forti al mondo dividendoli ruolo per ruolo in varie top 10. Nella lista figurano molti giocatori del nostro campionato e soprattutto due azzurri, Insigne e Jorginho, che in molti negli anni hanno sempre criticato. Vediamo allora perché, a nostro avviso, Espn ha fatto più che bene a inserirli nella sua top 100 del calcio mondiale.

Jorginho

Attratti dal Sarri-ball i colleghi di Espn hanno deciso di inserire all’ottavo posto della classifica dei centrocampisti il nostro Jorginho. Oggettivamente è ormai tra i migliori al mondo nel ruolo di regista e anche se non ha ancora nel suo repertorio il lancio lungo alla Pirlo, in pochi riescono a dettare i tempi di gioco come l’ex Napoli. Jorginho ha dimostrato inoltre di sapersi adattare benissimo anche in Inghilterra, dove insieme a Kantè forma uno dei centrocampi più forti di tutto il campionato e non solo. A molti sono sembrati anche troppi i soldi spesi in Estate dal Chelsea, ma col senno di poi per un giocatore così importante nell’assetto di Sarri la cifra sborsata da Abramovich fu più che giusta. Dopo qualche problema iniziale, Jorginho è riuscito a prendersi anche la maglia da titolare in nazionale, diventando un vero e proprio pilastro per Mancini, che rinuncerebbe ad altri pur di dare le chiavi del centrocampo all’italo-brasiliano. In futuro dovrà chiaramente migliorare nelle verticalizzazioni, unico neo di un giocatore che sa interpretare il ruolo di regista come pochi al mondo, ma che troppo spesso però si limita a passaggi semplici. 

Insigne

Nella classifica Insigne viene ancora considerato un esterno offensivo, anche se per sua fortuna Ancelotti l’ha spostato al centro, posizione in cui può esprimere al meglio tutto il suo talento. È sotto gli occhi di tutti la crescita del piccoletto di Frattamaggiore, che prima con Sarri e soprattutto ora con Ancelotti, ha aggiunto alle sue statistiche oltre agli assist anche un cospicuo numero di gol, in molte occasioni anche decisivi come quello al Liverpool. Insigne è cresciuto anche sotto altri punti di vista come l’intelligenza calcistica, tant’è che ormai raramente vediamo quel tiro a giro che tanto faceva penare i suoi tifosi. Da esterno faceva molta fatica perché doveva ricoprire ampi spazi di campo e per questo non riusciva ad essere sempre concreto negli ultimi metri, mentre nella nuova posizione, che gli permette di non spomparsi e anzi di gestirsi durante il match, sembra aver trovato la collocazione più vicina al suo stile da seconda punta, ruolo ormai completamente in disuso. Unica nota negativa è l’impatto ancora praticamente nullo in nazionale, dove sia nel ruolo di falso nueve che in quello da esterno, non ha mai saputo incidere con il suo talento, ma speriamo che col tempo possa riuscire  a prendersi anche l’Italia.

La speranza è che in futuro possano essere inseriti anche altri protagonisti non solo del nostro campionato, ma sopratutto della nazionale, perché oggi più che mai abbiamo bisogno di talenti che ci possano riportate ai livelli che ci competono.

 

Gianluca Imparato.