Coloro che sono nati nella metà del secolo scorso avevano il Subbuteo come uno dei passatempi preferiti. Questo mitico gioco risale alle fine degli anni ’40 e, contrariamente a quanto qualcuno possa pensare, non ha origini italiane. Il nome viene invece dal latino. Ma andiamo con ordine…

In un’epoca anteriore alla tv ed alle piattaforme streaming disponibili 24 ore su 24, quando ci sono solo tre canali tra cui scegliere e i videogames non sono che fantascienza, per un ragazzo lo strumento più efficace è la sua immaginazione. Il più delle volte a ispirare l’immaginazione è il gioco del calcio. Con tutti i passaggi, i tiri, le astuzie tattiche richieste dal gioco. Il Subbuteo è quanto di più vicino al rumore del cuoio prodotto dagli scarpini tacchettati.

Nella Gran Bretagna del dopoguerra c’è una sensazione palpabile di sollievo e un autentico desiderio di tornare a divertirsi. Ovunque le famiglie cercano cose nuove per occupare le ore di svago e un’ondata di imprenditori inizia ad inventarsi modi per trarre vantaggio da questa ritrovata spensieratezza.

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Peter Adolph e la storia del Subbuteo – Photo by Sites.Goolgle.com

Peter Adolph, ornitologo di professione ed appassionato di giochi da tavolo nel tempo libero, nota l’improvvisa comparsa nei negozi di nuovi giochi rivolti ai bambini e trae ispirazione da questa nuova tendenza sociale, cercando di sfruttarla economicamente. E a pagina 53 del numero di agosto 1946 del giornale “The boy’s own paper” Adolph mette un annuncio per un prodotto che ha sì immaginato ma ancora non ha creato.

Originariamente Adolph vorrebbe chiamare il gioco da tavola da lui ideato “The Hobby”, termine inglese traducibile in “passatempo” ma che designa anche una specie di falco diffuso in Europa, il falco lodolaio. Dal momento che il termine “Hobby”, secondo l’Ufficio Brevetti inglese non è registrabile, l’inventore del gioco prende in prestito parte del nome scientifico, in latino: quello di Falco subbuteo. Il 9 agosto del 1946, con il deposito del brevetto, nasce il Subbuteo.

Quando appare l’annuncio, Adolph è nel bel mezzo di un viaggio lavorativo negli States per valutare le uova di qualche uccello raro. Sorprendentemente per lui, e per sua madre, gli ordini arrivano più in fretta di quanto la Royal Mail riesca a recapitarli. La madre, presa dal panico, gli invia un telegramma chiedendogli cosa dovesse farsene delle 7500 sterline di ordini postali che ha ricevuto.

Adolph anticipa il rientro in Inghilterra e con l’aiuto della madre comincia a creare il primo lotto del gioco. Dagli umili inizi nel 1947, a Tunbridge Wells, nel Kent, nella rimessa di casa sua, l’ornitologo riesce a sviluppare e commercializzare il suo prodotto al punto che, al suo apice, il Subbuteo è giocato in più di 50 paesi da più di dieci milioni di appassionati. Negli anni ’50 Adolph fonda la “Subbuteo Ltd” ed usa la testa del falco lodolaio come logo della stessa.

Dato l’iniziale successo l’azienda comincia ad offrire ai propri clienti una vasta gamma di accessori. I giocatori possono costruire uno stadio, riempirlo di spettatori, installare riflettori, applicare i cartelloni pubblicitari. Siamo nell’età dell’oro del Subbuteo e la figura tridimensionale in scala “00” è la più famosa del suo genere. Le figure vengono realizzate e dipinte a mano da lavoratori a domicilio, inizialmente a Tunbridge Wells e nei dintorni, in seguito perfino in Galles e a Gibilterra. La qualità di fabbricazione è eccezionale, fa venire voglia di giocare e prendersi cura dei pezzi.

Nei primi anni si può scegliere la tua squadra da una lista ma in seguito la Subbuteo Sport Games Ltd mette a punto quello che diventa il metodo di scelta preferito di tutti gli appassionati, il tabellone delle squadre. E’ indubbiamente l’introduzione delle diverse squadre che fa aumentare la popolarità ed il successo del Subbuteo.

Nell’ottobre 1968 il creatore del gioco accetta l’offerta d’acquisto della Subbuteo Sport Games da parte del gigante dei giochi Waddingtons, noto soprattutto per il Monopoli, ma resta nominalmente alla guida della Subbuteo. Pochi mesi dopo l’operazione Adolph è frustrato e manifesta il suo stato d’animo alla Waddingtons mediante una lettera: “la direzione dipende dalla pianificazione di coloro che intuitivamente colgono e comprendono i bisogni e i desideri dei ragazzi”.

Ha la certezza che la Waddingtons non sia in grado di farlo e così nel settembre 1970 si dimette. Nello stesso periodo l’export al di fuori del Regno Unito comincia ad assumere sempre più importanza. La nazione in cui le vendite vanno meglio è di gran lunga l’Italia. L’agente di commercio di riferimento è Edilio Parodi. Parodi conosce il Subbuteo dopo aver visto una pubblicità su un giornale britannico di giocattoli.

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Subbuteo – Photo by Subbuteo.online

Negli anni Ottanta sono introdotti molti cambiamenti nell’attrezzatura e nelle modalità di gioco. Su tutti l’Astropitch (panno sintetico che sostituisce quello classico in cotone) diviene rapidamente la superficie più gettonata nei principali tornei di Subbuteo. Il gioco è più scorrevole e realistico e i giocatori possono effettuare lanci lunghi con molta più precisione. Il modo di giocare a Subbuteo cambia fino a diventare irriconoscibile rispetto ai primi anni.

A metà degli anni Novanta si verificano due eventi rivoluzionari. La prima è la fabbricazione di tre figure nere per ciascuna squadra. La seconda è la vendita della Waddingtons al colosso americano dei giocattoli Hasbro. Il numero delle squadre disponibili si abbassa a 46, per poi venire ridotto ulteriormente, comprendendo solo compagini di Premier League. La Hasbro per risparmiare lascia l’assemblaggio della squadra al cliente, come avveniva nei primi anni di produzione del gioco. Un’ottima mossa finanziaria ma forse non una brillante trovata a livello di marketing. Le prospettive comunque non sembrano particolarmente luminose, per questo quando nel gennaio 2000 la Hasbro annuncia l’interruzione della produzione del Subbuteo nessuno si sorprende più di tanto.

A seguito di una protesta lunga e rumorosa degli appassionati però la Hasbro ci ripensa e decide di concedere al gioco un’altra possibilità. Nel 2002 concede la licenza per produrre il gioco alla famiglia Parodi, i vecchi amici italiani del subbuteo che producono (ancora oggi) una propria versione chiamata Zeugo. Nel 2004 la Hasbro tenta l’ennesimo rilancio del gioco reintroducendo le figure piatte, con le divise dei 14 maggiori club europei, nel tentativo di conquistare nuove schiere di giocatori. Il marchio Subbuteo ricompare ufficialmente in Italia nel 2009, grazie ad una collana edita dalla Fabbri Editori su licenza Hasbro e distribuita nelle edicole.

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Subbuteo – Photo by lapiazzettadellosport.it

In Italia esiste un movimento organizzato, detto Old Subbuteo, che tende a replicare il medesimo gioco degli anni Settanta ed Ottanta utilizzando materiali dell’epoca oppure fedeli riproduzioni attuali. Proprio nel Belpaese, negli anni d’oro i tornei di Subbuteo in Italia sono frequentissimi, il sogno dei subbuteisti italiani è indubbiamente quello partecipare e conquistare il Guerin Subbuteo. Il Guerin Subbuteo, organizzato per la prima volta nel 1978, è stato per quasi vent’anni la maggiore manifestazione di Subbuteo a carattere nazionale. Organizzato in collaborazione tra Parodi e il settimanale calcistico Guerin Sportivo, aperto a tutti, si svolge attraverso una prima fase di selezione regionale e una fase finale di carattere nazionale, suddivisa nelle due categorie juniores e seniores.

Un’ultima cosa che vale la pena sottolineare è che proprio grazie alla diffusione ed al concetto alla base del gioco del Subbuteo in Europa ed in Italia dagli anni ’80 si inizia a diffondere anche il calcio da tavolo, considerato l’evoluzione sportivo-agonistica del gioco del primo.

Il calcio da tavolo presenta dei materiali ed il regolamento diversi rispetto al Subbuteo e nel tempo si è trasformato in un’attività sportiva codificata e riconosciuta, che fa oggi riferimento alla FISCT in Italia (Federazione Italiana Sport Calcio da Tavolo) e internazionalmente alla FISTF (Federation International Sports Table Soccer). Si può senza dubbio affermare che ad oggi il calcio da tavolo riscuota più successo e seguito tra gli appassionati ed i neofiti rispetto al suo illustre genitore.

Davide Landi