Antonio Felici, corrispondente italiano di France Football, ha rilasciato un’intervista esclusiva per Per Sempre Calcio. Diversi i temi trattati, tra cui il Pallone D’oro.

La sua testata è nota per l’assegnazione del Pallone D’oro, premio che, fino agli anni 2000, non era mai stato assegnato allo stesso giocatore per più di tre volte. Fino a che non si instaurò il monopolio tra Messi e Ronaldo; pensa che dopo il loro ritiro continuerà ad esserci un altro dominio a due, magari tra Haaland e Mbappe? <<Questo dipenderà molto da loro due. Le premesse potrebbero esserci, visto la loro giovane età, ma il dualismo tra Messi e Ronaldo deriva da un dato di fatto: negli ultimi 10-15 anni hanno rappresentato il meglio del calcio internazionale. Inevitabile quindi che si contendessero il premio. Un altro fattore è che hanno sempre militato in squadre vincenti, Messi col Barcellona e Ronaldo con United, Real e in parte anche Juventus. Inoltre ci sono da considerare le rispettive nazionali, dove la Pulga ha vinto la Copa America recentemente, mentre Ronaldo, anche a 38 anni, è sempre stato un faro, un punto di riferimento. Non penso quindi che un dualismo come quello tra Messi e Ronaldo sia ripetibile; mi rimane difficile pensare che ci siano altri giocatori capaci di reggere per 15 anni allo stesso livello. Ma gli Haaland e Mbappe sono avviati bene, quest’ultimo ha anche vinto tanto.>>

Quindi, escluso un monopolio a due, quali pensa possano essere i futuri contendenti? Mi vengono in mente i vari Ansu Fati, Musiala, Gavi, Bellinghamil calcio è pieno di talenti <<Bisogna vedere come svilupperanno le loro carriere, visto che uno dei criteri per il Pallone D’oro è l’essere un protagonista all’interno di una squadra affermatasi a livello internazionale. Mbappe, come detto, ha già vinto il Mondiale, e può puntare alla Champions. Gli altri giocatori occorrerà vedere in che squadre si esprimeranno, che risultati otterranno e quanto saranno determinanti. Delle previsioni precise non è mai facile farne, anche perché è difficile che un calciatore oggigiorno rimanga nella stessa squadra per tanti anni, con i procuratori che muovono i propri assistiti. Lo stesso Mbappe se ne vuole andare dal Psg, che sulla carta uno si aspetta rimanga lì per altri 10 anni. I pretendenti sono possibilmente tanti, ma poi si vedrà nel concreto il loro sviluppo.>>

Torniamo al presente. Abbiamo citato la Copa America vinta da Messi, quanto essa sarà determinante per la premiazione di quest’anno? <<Certamente influirà, essendo un titolo di prestigio con un certo peso, e l’equivalente dell’Europeo per quanto riguarda il Sud America. Tra l’altro Messi mediamente gode del favore della giuria, perché chi è che non ama Messi? Anche io che preferisco Ronaldo, però davanti a Lionel uno si inchina. C’è da dire, però, che la sua non è stata una stagione sensazionale, tra la crisi del Barcellona e il trasferimento forzato. Quindi, al di là delle qualità individuali, con cui resta assieme a Ronaldo il giocatore più forte del mondo, l’unico punto qualificante a suo favore resta la vittoria della Copa America. Ma conoscendo come ragionano i colleghi giornalisti, specialmente quelli della giuria, credo che nessuno di loro non inserirà Messi nella propria cinquina; l’argentino ha ottime possibilità nel vincere il Pallone D’oro.>>

A ragion di ciò quale sarà, secondo lei, la possibile top 3 di quest’anno? <<Stando a quanto detto credo si possa ipotizzare la presenza della Pulga. Nel terzetto, conoscendo i criteri e i meccanismi, dal mio punto di vista non può non rientrare un giocatore come Jorginho, che ha vinto un Europeo e una Champions da protagonista. Oggettivamente è stato un perno della Nazionale e del Chelsea. Come ultimo della terna sono più indeciso, anche se vedrei bene un Mbappe, ma non posso escludere un secondo italiano, vista la vittoria dell’Europeo. Un po’ come quando Cannavaro vinse il Pallone D’oro nel 2006, giocandoselo con Buffon. Non escludo quindi la possibilità di 2 italiani sul podio.>>

In molti parlavano di Kanté, vincitore ed mvp della finale di Champions, oppure di Lewandowski, che ha infranto il record di Gerd Müller. Un parere su questi due nomi? <<I pareri son sempre positivi. Kanté è un grande giocatore, che ha avuto una stagione straordinaria. Lewandowski è incommentabile: tocca un pallone e fa tre gol. Sa solo lui come essere al posto giusto nel momento giusto. Ma l’esperienza insegna che le grandi competizioni per Nazionali, ossia Mondiali, Europei e in seconda battuta la Copa America, e la Champions League hanno un determinato peso. Infrangere un record, almeno secondo la mia visione, ha un peso minore. Sono giocatori che sicuramente finiranno in ottimi posizionamenti perché hanno tanti estimatori, ma personalmente non li vedo sul podio.>>

Parlavamo prima di Cannavaro. A proposito di Palloni D’oro storici, quali sono secondo lei i migliori non-vincitori del premio? <<Sono tanti i giocatori che non lo hanno vinto pur meritandolo. Tra questi ci sono molti italiani per esempio. A me il primo che viene in mente è Francesco Totti, che per le sue qualità lo avrebbe meritato. Ed è stato anche sfortunato, perché quando l’Italia perse l’Europeo contro la Francia, nel 2000, credo che se l’esito fosse stato diverso avrebbe vinto il Pallone D’oro. Ma tornando indietro nel tempo di casi ne abbiamo tanti: tra questi Maldini e Baresi, che hanno vinto miriadi di trofei e avrebbero meritato il premio. Ma questi avendo come compagni di squadra Gullit e Van Basten, quando si trattava di premiare il Milan per tutti i successi, erano gli olandesi a concentrare più consensi rispetto a chi giocava in difesa. Si può dire che i vari Maldini e Baresi non hanno vinto il Pallone D’oro per colpa dei Gullit e Van Basten. Ma questo solo per citare gli italiani, perché mi vengono in mente anche Henry, Raul, e tanti altri. Ma ciò deriva dal fatto che il trofeo viene assegnato in base alla stagione, e di calciatore se ne premia solo uno all’anno, quindi per una serie di incastri c’è sempre qualcuno che non lo vince.>>

Facendo un po’ di ucronia: se Maldini avesse accettato la chiamata di Lippi nel 2006, pensa che avrebbe vinto il Pallone D’oro? <<Facendo una serie di se: se fosse stato convocato; se avesse giocato da titolare; se, come ci si aspetterebbe, fosse stato il leader della difesa; è possibile che la giuria lo avrebbe eletto come miglior giocatore dell’anno, sia per il Mondiale che per la carriera costellata di vittorie.>>