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Diego Armando Maradona è deceduto un anno e un giorno fa. Oltre alle celebrazioni e ai ricordi calcistici della leggenda argentina, sono spuntati articoli sull’uomo Diego Armando Maradona, nell’uno o nell’altro senso.

Da parte nostra, ci siamo limitati a raccontare il Diez come calciatore, come leggenda, come immenso fuoriclasse che ha regalato gioia ed estasi a centinaia di milioni di spettatori. Essendo una testata che si occupa esclusivamente di calcio, non potevamo fare altrimenti.

Non perché sia necessariamente sbagliato entrare nei meandri della personalità dell’uomo Diego. In molti hanno ricordato tantissimi aneddoti. C’è chi ha snocciolato storie con gesti di bontà. C’è chi ha parlato di scandali in cui è stato coinvolto.

Il punto è che, non conoscendo i fatti, abbiamo evitato di impelagarci in questo mare magnum di gossip. Preferiamo mantenere una posizione di “agnosticismo debole”. In molti giudicano il personaggio basandosi sul sentito dire, su dichiarazioni, speculazioni, etc. Si incensa o demonizza il personaggio, spesso adoperando un atteggiamento manicheo a seconda delle fazioni.

Su questa icona di Napoli e Argentina se ne dicono di tutti i colori. Spuntano aneddoti e gossip a cadenza oramai settimanale. Molte delle quali in contraddizione sul personaggio Diego. Ci sono nostri illustri collaboratori che lo hanno conosciuto di persona. Più che dire che ha mostrato un atteggiamento educato e gentile non possono asserire.

Naturalmente non possiamo entrare nel merito della sfera privata nell’uomo o nell’altro senso. Nessuno di noi ha avuto rapporti stretti con il Diez. Nessuno ha potuto conoscere la sua vita privata. In tal senso, una nota pagina Facebook, nel ricordarlo, ha intitolato: “Non è stato un esempio per quello che ha fatto nella sua vita privata”. Ci domandiamo come possano aver stabilito se sia stato un esempio o meno.

Da parte nostra, molto umilmente, asseriamo che non possiamo saperlo. Come non può saperlo il 99% dei redattori di altre testate, che lo stanno giudicando come uomo. Come non conosciamo altri personaggi sportivi, finiti nell’occhio del ciclone. Come scriveva il buon Ludwig Wittgenstein nel celebre “Tractatus logico-philosophicus” ha lasciato un’affermazione da meditare: “Di ciò di cui non si può parlare si deve tacere”.

Noi tacciamo. Evitiamo di schierarci, per i vari motivi esposti in precedenza. Preferiamo parlare di ciò che è “tangibile”. Le giocate e la carriera sul terreno di gioco sono note a tutti noi. Abbiamo elementi abbondanti per esprimerci sulla sconfinata classe di Diego Armando Maradona. Quanto fatto sul terreno di gioco rimarrà scolpito per l’eternità. Giudicare il personaggio non è un lavoro che ci compete tantomeno può interessarci, in quanto testata che tratta esclusivamente di calcio.