Nella giornata di ieri, Luciano Moggi, ex DG della Juve, ha rilasciato queste dichiarazioni.

“Vogliamo dirlo papale papale? Siamo diventati l’Inter di Moratti. Pirlo è una scommessa ma non ha molte colpe. La Juve ha giocatori importanti ma non è una squadra. I giovani devono rimpiazzare gli anziani ma non è una cosa si fa in poco tempo. Un motivatore servirebbe, ma non può essere Pirlo. Quando ci sono troppi stranieri, sì… fanno il loro dovere di dipendenti, ma non vanno oltre. Manca una persona che dia un input e lo faccia rispettare”.

Massimo Moratti è stato presidente dell’Inter dal 1995 al 2013. Ci sono stati anni di confusione, ovvero quelli a cavallo del nuovo millennio. Quel periodo storico si sposerebbe con l’identikit tracciato da Moggi. Eppure, prendendo in considerazione gli anni dal 1996 al 2010 (dal primo vero mercato targato Moratti all’ultimo anno in cui il presidente nerazzurro ha investito) ci sono stati vari cicli. Nel 1997, ad appena due anni dall’acquisto della società, Moratti ha portato in nerazzurro Ronaldo il Fenomeno.

Sono seguiti anni di confusione tecnica, con sovrapposizioni di ruoli, ma sono arrivati poi i trofei nazionali. Non contando lo scudetto 2006, assegnato a tavolino, l’Inter ha vinto vari scudetti di fila, diversi trofei minori nazionali e, soprattutto, la Champions League.

In 15 anni a regime, le annate flop sono state circa un terzo. L’Inter morattiana ha sprecato tanti soldi nel suo periodo peggiore, ma non si possono negare i tanti colpi vincenti. Nella sua presidenza nerazzurra, Moratti ha vinto 16 trofei: 5 scudetti, 4 Coppe Italia, 4 Supercoppe Italiane, una Coppa Uefa, un Mondiale per il Club e una Champions League. Non roba da poco, per intenderci.

Non entrando nel merito delle solite diatribe, ma analizzando asetticamente i fatti, le parole di Moggi non trovano riscontro negli stessi. 4-5 anni di flop non sono un orizzonte temporale elevato se rapportati ai 15 anni in cui Moratti ha gestito l’Inter a regime.