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Dejan Kulusevski è stato definito da Tuttosport “rimpianto solo a metà” per la Juve. Gli opinionisti sono divisi. C’è chi parla di follia della dirigenza bianconera e chi invece afferma che l’esplosione era insperata.

Su Twitter (il sottoscritto odia l’uso che gli utenti fanno dei social) viene messo in risalto un video in cui lo svedese commette un errore grossolano. Splendida azione di Chiesa, l’ex Parma riceve, cincischia e perde palla. Fermo restando che Kulusevski alla Juve non ha brillato, non si può non affermare che è capitato a qualsiasi calciatore rallentare l’azione o sbagliare un controllo.

I numeri dello svedese con il Tottenham sono pazzeschi. Non ci possiamo aspettare numeri alla Salah, viste le caratteristiche diverse. Sono tuttavia sulla falsariga di quelli di Parma. Nella scorsa stagione il 22enne di origini macedoni ha segnato 5 gol e servito 8 assist in Premier. Ha iniziato l’annata attuale timbrando il cartellino e servendo un assist, suo marchio di fabbrica.

Essendo la Premier il campionato più competitivo al mondo, i detrattori non possono neanche asserire che il contesto è più semplice. Semplicemente Kulusevski è stato messo in condizione di incidere. Pirlo era un apprendista, Allegri è la copia sbiadita del tecnico che ha raggiunto due finali di Champions. La Juve rimane un’accozzaglia costruita male.

Antonio Conte è un tecnico scafato e competente. Può stare antipatico ma le sue qualità sono incontrovertibili. In più, e ciò è altresì oggettivo, non può non essere definito un tecnico moderno e adattabile. Alla Juve il povero Kulusevski vagava senza un contesto tattico adeguato. Al Tottenham può recepire le direttive giuste ed essere messo in condizione di incidere.

Alla Juve dello scorso anno sono mancati gli assist. Il precampionato attuale è stato pessimo. L’unica possibilità per essere competitivi è che Federico Chiesa torni al meglio dall’infortunio. In pochi mesi al Tottenham il calciatore di origini macedoni è stato decisivo come Dybala e Morata messi assieme in tutta la stagione.

A gennaio in molti parlavano, senza senno e senza criterio, di “collusione con Paratici per togliere da mezzo un pacco alla Juve”. Quanto aveva ragione Umberto Eco. Ciò si applica agli utenti dei social (di cui un buon 80% non ha mai visto un campo di calcio se non a FIFA) ma anche a molti opinionisti. Si legge che uno di coloro che scherniva Kulusevski è considerato un decano del giornalismo (sic.!).

In Italia si schernisce il Chelsea per il prezzo pagato per Cucurella. Chelsea preso in giro, all’epoca per i soldi sborsati per Jorginho. Liverpool per quelli pagati per Salah. “Ma qua, ma là, in Italia non rendevano. La pioggia. Le scie chimiche. L’aria diversa della Premier. Il caldo. Il freddo”. Robe che a Mazzarri fanno un baffo in termini di scuse per negare l’evidenza.

L’evidenza è che il signor Dejan Kulusevski da Stoccolma ha preso a morsi la Premier. Come il suo attuale allenatore qualche anno fa, che “non avrebbe mangiato il panettone”. Evidenze incontrovertibili e innegabili. Come è innegabile il fatto che la Juve abbia gestito un calciatore simile in maniera scellerata. Ricorda un po’ l’Inter con Roberto Carlos e Bergkamp. O la stessa Juve con Henry. Calciatori scherniti e criticati nel Belpaese, dominanti altrove.

Naturalmente lo svedese deve mangiarne di pane per essere accostato a certi fuoriclasse. Tuttavia siamo al cospetto di un 22enne, il cui impatto in Premier League è stato fuori dall’ordinario. Inaspettato? Il sottoscritto riteneva che sarebbe stato un fattore, ma non con questa velocità.

Calciatori come Kulusevski non vanno fatti vagare per il campo senza meta. Impartendogli consegne specifiche e inserendolo in un contesto ben organizzato, un elemento così veloce e potente, ma anche dotato del timing perfetto per passare la palla, non può che beneficiarne. Conte gli ha ritagliato una posizione ibrida nel suo 4-2-3-1. Se gioca troppo da fermo, l’ex Juve non riesce a dare libero sfogo alla sua velocità. Isolato sulla fascia, senza compagni con cui combinare, andava in difficoltà.

Pirlo non gli dava gran fiducia. Troppo vicino a Dybala, i due finivano per pestarsi i piedi. Il ruolo era affollato. Con Pirlo, e ancor di più con Allegri, la Juve non era un collettivo. Più giocatori vagavano per il campo e non c’era uno spartito funzionale. Le parole di Allegri dicono tutto: «Kulusevski ha fatto buone partite però poi ci sono le valutazioni di mercato. Non si possono tenere tutti, i giocatori passati dalla Juventus sono tutti bravi poi però vanno fatte delle scelte. Poi anche a livello economico sono state due scelte ottimali». 

Una scelta folle e scellerata. Una squadra che fino a pochi anni fa era dominante in Italia, e che in Europa ha fatto temere tutti, è stata ridotta così. Le scelte tecniche e dirigenziali sono state folli. Il 4-0 preso dall’Atletico Madrid (goleada targata Morata, altro calciatore che nel non gioco di Allegri andava in difficoltà) indica che il buongiorno si vede dal mattino. L’unico che può salvare questa Juve è Federico Chiesa. Intanto Kulusevski, regalato per un tozzo di pane, se lo gode l’acerrimo nemico Antonio Conte.