Bonucci positivo al covid, i calciatori del Sassuolo saltano la Roma per precauzione dopo le positività al gruppo squadra Italia, la Germania perde in casa contro la Macedonia… E chi più ne ha più ne metta!

Questo è un calcio falsato dal covid, con troppi personaggi che tentano ipocritamente di spacciare per normale questa stagione. Ben vengano gli interventi delle ASL per non falsare partite e, soprattutto, proteggere la salute dei giocatori. Diverso è il caso, naturalmente, di aziende sanitarie locali contattate artatamente in anticipo, che si muovono su sollecitazione.

Il problema sorge quando non vi sono decisioni coerenti. Il protocollo firmato è stato un abominio. Un regolamento folle, senza senso, intriso di miopia e scarsa lungimiranza. Le ASL possono tutelare il campionato e le squadre, ma è mancata quella coerenza che è d’uopo in queste situazioni.

Talune squadre hanno giocato senza 3-4 calciatori out causa covid. Queste squadre sono state danneggiate e le partite inevitabilmente falsate. Data la brama di denaro di coloro che muovono i fili del calcio, non è stato possibile optare per format alternativi.

Si è deciso di comprimere le partite della nazionali. Per un discorso di business e diritti TV non si è rinunciato a partite inutili contro Far Oer, Lituania, Malta, San Marino, etc. Si è scelto di non snellire le coppe nazionali e anche le competizioni europee.

The show must go on e lo comprendiamo Eppure questo è un calcio artefatto, a partire dalla mancanza di pubblico. Ricorda un po’ la playstation, con l’alea che può farla spesso da padrone. La differenza risiede nel fatto che ci sono veri calciatori a sbranare emozioni, sudare ed esultare. Nel virtuale, ci sono invece dei pixel Konami o EA Sports.

Come nei videogiochi, data l’assenza di tifosi, gli organizzatori hanno provveduto a sostituire persone in carne ed ossa con creazioni bidimensionali. Una goffa e mal riuscita imitazione del pubblico sugli spalti. Il covid ha esacerbato la metamorfosi del calcio ai massimi livelli in un ibrido. Il tutto in funzione delle TV, dei bilanci, dei diritti TV. Il covid ha accelerato il processo di passaggio da calcio empatico tra calciatori e pubblico a un calcio decisamente meno passionale.

Oramai siamo proiettati in un mondo in cui l’appassionato preferisce vedere la match analysis, la performance di un calciatore e seguire il calciomercato. Si sta perdendo quel sacro fuoco della partita in sé, dell’andare allo stadio e, soprattutto, di parlare di calcio personalmente. Questo processo va avanti da tempo, il covid lo ha semplicemente accelerato.

Spagna-Germania è il risultato di questo scombussolamento totale. La mancanza di preparazione fisica porta a questi risultati balordi. La forma è fluttuante ancor più del cambio euro-dollaro. Ad agosto il calcio spagnolo sembrava derelitto e quello tedesco inarrestabile. Due mesi dopo si è materializzato un 6-0 a favore degli spagnoli.

Stiamo assistendo a una stagione pazza, dove la forma nei momenti decisivi sarà determinante. Calcio decisamente artefatto, con l’alea e l’irrealismo di un videogame. Questa attuale è una situazione una tantum e capiamo che bisogna andare avanti per evitare conseguenze economiche catastrofiche.

Ciò che ci auguriamo è che, una volta tornati alla normalità, non ci sia questa degenerazione verso un calcio che perda quel sacro fuoco che lo ha contraddistinto. Sarebbe stupendo se, una volta che si potrà tornare allo stadio, tantissimi tifosi saranno presi da una crisi d’astinenza e i biglietti andranno a ruba. Adesso ci sono casi di persone della stessa famiglia che vedono la stessa partita ma da dispositivi diversi. Lontani i tempi in cui andare allo stadio di sabato (Inghilterra) o domenica (Italia) era un rito. O quando si parlava di calcio al bar all’angolo…