Aleksander Ceferin non si smentisce mai. Grazie alle sue aprioristiche suddivisioni manichee, il numero uno della UEFA ha individuato e comunicato a gran voce amici e nemici. Tra i “buoni” (sic!) figurano lo sceicco del PSG Nasser Al-Khelaifi e il Primo Ministro britannico Boris Johnson.

Proprio per mantenere gli ottimi rapporti con Johnson, Aleksander Ceferin non sta facendo retromarcia. Per la UEFA le semifinali e la finale di Euro 2020 si disputeranno a Londra. Poco male che nel Regno Unito ci sia una pazzesca escalation di contagi per la variante Delta. Il premier inglese aveva difeso la UEFA dallo spauracchio Superlega, quindi l’amico gli viene incontro.

Dopo i deliri sulla “vecchietta” e “i bambini che non vengono invitati alla festa e pretendono di entrare con la polizia”, il presidente della UEFA mostra un altro lato di sé che, se non fosse inquietante, sarebbe comico e divertente. Al contrario, semplicemente il dirigente sloveno sta restituendo il favore alla UEFA. Tanto chi se ne frega del fatto che potranno esserci contagi e della portata di una pandemia arrivata a un nuovo capitolo.

Il New York Times ha dato la notizia secondo cui Ceferin avrebbe richiesto a Johnson di opporsi alla Superlega attraverso un contrasto legislativo. Come contropartita, l’Inghilterra avrebbe avuto più partite agli Europei. Compromesso tra i due, nel dispregio del buon senso. Scoppiata la pace dopo che nel 2019 il numero uno della UEFA accusò il Primo Ministro inglese di “fomentare il razzismo“.

Ceferin guida la Uefa, Johnson la Gran Bretagna, Al-Khelaïfi e Qatar il PSG, Mansour e Emirati Arabi il Manchester City. Fase finale di Euro 2020 a Londra in piena pandemia, Mondiali in Qatar. Con buona pace di diritti civili e controllo della pandemia.