Fatti salvi pochi periodi della stagione di club (settembre in primis), le italiane vengono travolte fisicamente in Europa. Al di là dei migliori valori del Chelsea, la Juve è stata schiantata a livello fisico. Con ogni probabilità, nel mese di marzo questa differenza sarebbe stata ulteriormente acuita.

Il problema tecnico-tattico influisce ma il gap principale è fisico. Le squadre inglesi corrono da paura e gestiscono al meglio i ritmi della gara. Naturalmente influisce anche la presenza di un pubblico caldissimo, che sta a pochissimi passi dai calciatori. Gli stadi italiani sono in media decisamente più freddi.

Tuttavia, vi è un aspetto fondamentale che in molti trascurano. Nel mese di giugno, quando vi sono le competizioni delle nazionali, i calciatori delle italiane corrono alla grande, in media più degli altri. La Nazionale italiana era in ottima forma e riusciva ad essere tonica in quasi tutti gli effettivi. L’aspetto impressionante è dato dal fatto che tantissimi calciatori di Serie A hanno segnato reti e si sono ben comportati. Inoltre ogni anno i top club europei acquistano calciatori del nostro campionato a prezzi altissimi.

Quando vanno all’estero, questi calciatori non tradiscono. Basti pensare a Salah, Jorginho, Rudiger e ai tanti calciatori acquistati negli anni dal PSG.

Il problema risiede in una preparazione fisica vetusta. Siamo rimasti a un quarto di secolo fa. Negli ultimi 10/20 anni abbiamo sopperito con forza a qualità tecnica. Adesso queste qualità stanno venendo meno. La Serie A rimane un campionato che produce talenti su talenti. Affermazione oggettiva, altrimenti i top club europei non farebbero la spesa da noi tutti gli anni. La questione della preparazione fisica è evidente.

In Italia ci sono calciatori atletici e veloci, ma in Europa corriamo di meno. Il discorso tattico incide, visto che siamo stati superati da tempo dagli allenatori spagnoli e tedeschi. Ciò non giustifica questa mancanza di ritmo. In Italia c’è anche il problema di arbitraggi “bigotti”, con fischi per contattini e vantaggi assurdamente non concessi. Ciò spezza questo ritmo e rende il campionato meno alienante fisicamente.

Dati alle nazionali, con una preparazione gestita dagli staff federali, i calciatori delle squadre di Serie A corrono come gli altri. E, soprattutto, rendono come e spesso più degli altri. A giugno e luglio Federico Chiesa aveva messo a fuoco e fiamme le difese avversarie, adesso sembra la copia sbiadita.

Pertanto non torneremo competitivi se non cambierà la mentalità della preparazione fisica nei club. Un preparatore italiano potrà aborrare questo articolo, ma l’evidenza dei fatti va in senso opposto. Questo è un problema che perdura da oltre un decennio, ma non riescono a capirlo.

Passando in rassegna la differenza di ritmo tra italiane e straniere in Europa, individuiamo due aspetti di cui inspiegabilmente non si parla.