Uomini coraggiosi, calciatori umani, amici fraterni, medici straordinari. Questi i protagonisti della vicenda a lieto fine. Quando si stava per materializzare il dramma, Christian Eriksen è stato salvato prima dal compagno di squadra Simon Kjaer e poi dai medici.

Chi scrive è fortemente credente e aborra lo scientismo. Credendo nel libero arbitrio, tuttavia, il sottoscritto non pensa tuttavia che le preghiere abbiano salvato Eriksen. Determinante è stato l’intervento tempestivo dei medici. E Simon Kjaer che ha praticato il massaggio cardiaco al compagno di squadra è stato la rappresentazione perfetta di cosa deve essere un “Capitano”. Ha preso coscienza dell’accaduto, si è assicurato di dare i primi soccorsi, ha difeso e protetto la moglie del calciatore in lacrime.

Momenti di straordinaria umanità, che si sono uniti al lavoro encomiabile dei medici. E a rendere ancora più commovente la vicenda ci ha pensato Romelu Lukaku. Il calciatore dell’Inter, dopo il gol alla Russia, ha dedicato il gol al compagno in nerazzurro. “Christ, stay strong, I love you!”.

Questi uomini veri hanno protetto il compagno, si sono stretti in cerchio per impedire ai tanti curiosi di osservare la scena. E, naturalmente, ai tanti sciacalli di lucrare con foto e click. Si è giocato il derby più bello al mondo. I milanisti hanno pregato per Eriksen, i nerazzurri hanno ringraziato per Kjaer.

Spesso i calciatori vengono attaccati per quanto percepiscono di stipendio. Discorso simile per i medici reputati esosi. Ci sono mele marce in entrambe le categorie. Ma in mezzo a calciatori e medici menefreghisti, ci sono miriadi di uomini straordinari. Persone coraggiose in grado di proteggere una persona e salvarle la vita.