In ricordo di Phil Masinga

Come noto, esattamente due anni fa è deceduto Phil Masinga, per gli amici Chippa. Il sudafricano era diventato famoso dopo la Coppa d’Africa casalinga vinta dai Bafana Bafana nel 1996.

Tempo fa vi avevamo parlato della sua storia recente, delle sue difficoltà economiche, del divorzio e del distributore di benzina fallito. Da tempo il calciatore era malato ed è stato ricoverato in ospedale a fine 2018. Un mese dopo, il bomber sudafricano è deceduto.

Scoperto in un torneo a Steelfontein, dove segnò caterve di gol, a dispetto della scarsa fisicità (sì, da ragazzo era alto ma allampanato e magro), è diventato il classico pingone centrale, un centravanti boa, forte di testa e potente, non molto dotato tecnicamente. Il suo Sudafrica sorprese tutti in quell’edizione della Coppa d’Africa ’96, una vittoria in cui la firma di Masinga fu indelebile. Assieme a Tinkler, Nhyati e Mark Fish fu uno dei giocatori ad approdare in Serie A.

Come dimenticare quel Bari frizzantino e sfacciato che giocava un bel calcio e fece la sua figura in serie A. Quel Bari in cui militavano anche Franco Mancini e Klas Ingesson, altri due calciatori deceduti in questi anni.

Quel Bari di Fascetti fu capace di arrivare a metà classifica in serie A nel 1997/1998 e di vincere a San Siro 3-2 l’anno successivo, con un gol anche di Masinga.

La scomparsa di Philemon ci ricorda di ritenerci dei privilegiati per aver vissuto quegli anni, a prescindere dalla fede calcistica. Solo grazie. 

Anche i trenini che non vorresti mai fermare prima o poi, purtroppo, devono per forza arrivare a destinazione. Francesco, Klas e Phil. Nostalgia e dolore.

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