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Waldemar de Brito è nato 108 anni fa, il 17 maggio 1913. Il suo nome non dirà molto agli appassionati attuali, ma siamo al cospetto di colui che scoprì Pelé.

Dopo il ritiro, Waldemar de Brito fece parte di un progetto di scouting di giovani talenti al Bauru Atlético Clube. Nel 1954, individuò un ragazzo di nome Edson Arantes do Nascimento, che portò al Santos FC, prevedendo che sarebbe diventato il più grande calciatore al mondo. Nonostante sia stato un attaccante straordinario negli anni ’30 e ’40, Waldemar è salito agli onori delle cronache per essere stato lo scopritore di O Rei.

Quando vide Pelé nei campetti di Bauru, dove all’epoca era noto come Gasolina, Waldemar non ci pensò due volte. Lo portò immediatamente al Santos. Lui e Sabuzinho furono determinanti per l’inizio di carriera dell’asso verdeoro. Il talent scout brasiliano vide per la prima volta Pelé in un match tra le squadre giovanili di Bauru e Flamenguinho. Gasolina marcò 7 delle 12 reti.

Prima di portarlo al Santos, Waldemar dovette chiedere l’autorizzazione a Dona Celeste, la madre del giovane fenomeno brasiliano. Dopo alcune reticenze, riuscì a convincerla. L’8 agosto 1956 il talent scout presentò il ragazzo a Vila Belmiro. Senza la sua intercessione, Pelé sarebbe finito al Noroeste. Waldemar presentò Pelé al Athiê Jorge Cury affermando: “Diventerà presto il migliore al mondo”. A differenza di Mino Raiola, de Brito fece seguire i fatti. E, naturalmente, il merito principale fu di quel giovanissimo nativo di Bauru.

Attaccante di Flamengo, Palmeiras e San Lorenzo (sì, la squadra di Papa Francesco), tra le altre, Waldemar de Brito ha avuto una media gol altissima. Il libro “Seleção Brasileira 90 Anos”, di Antônio Carlos Napoleão e Roberto Assaf, riporta che Waldemar ha indossato la maglia del Brasile 17 volte nel 1934. Con quest’ultima ha segnato 20 reti, collezionando 8 vittorie, 5 pareggi e 4 sconfitte. Ha anche preso parte alla campagna di coppa del mondo di quell’annata.