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È possibile per un giocatore considerato tra i più forti di tutti i tempi e detentore di 5 palloni d’oro riuscire a migliorarsi cambiando anche lo stile del proprio gioco dopo aver vinto praticamente tutto? 

Chiedetelo a Leo Messi, che a 31 anni non mostra alcun segno di cedimento e che quest’anno è già riuscito a siglare 15 gol tra campionato e Champions nonostante le tre settimane di stop per la rottura al braccio (un gol ogni 87’ in Liga).

Per rendere l’idea di quanto siano fuori dal normale i numeri della “Pulga”, due scrittori di calcio Spagnolo, Andy West e Guillem Balague, hanno teorizzato la provenienza aliena del calciatore argentino.

La motivazione, l’ambizione, l’impegno, la leadership, l’intelligenza emotiva, i geni e la fortuna sono tutte qualità di un campione, su questo non c’è dubbio. Quello che però rende Messi un extraterrestre è che lui probabilmente le ha tutte quante insieme.

Il campione argentino ha giocato con 6 allenatori diversi per il Barcellona di cui, dopo la partenza di Iniesta, ne è il capitano.

È sempre aperto a nuove situazioni, nuovi allenatori, nuovi giocatori e soprattutto nuovi schemi di gioco e questo è veramente importante.

Anche quello che è uno dei giocatori più forti della storia può essere capace di cambiare e di migliorarsi in ruoli diversi.

Messi ha dovuto abbandonare il ruolo di falso nueve che lo ha portato a 91 gol in un solo anno, nel 2012, perché l’anno successivo non andava più come prima. Sì, avete capito bene: 91 gol in un anno!

Messi e CR7 sono gli unici calciatori ad aver segnato almeno 30 triplette in Liga, mentre la Pulga ha segnato almeno 30 gol già in sette stagioni del campionato spagnolo. Il record è stato di 50 nel 2011/2012.

Ogni due/tre anni ha cambiato ruolo soprattutto per via dei nuovi compagni mostrandosi capace di poter reagire ad ogni circostanza. Nei primi tempi aveva la tendenza a prendere la palla e correre il più veloce possibile verso la porta. Adesso sa ancora dribblare alla grande ma ha una capacità di passaggio molto maggiore.

Forse non riuscirà a superare nuovamente tutti gli avversari dalla metà campo in poi come nel gol contro il Getafe nel 2007, ma riesce ad arrivarci anche attraverso la squadra. 

È un giocatore addirittura più completo se vogliamo.

Il Messi 2.0, quello che ammiriamo già da qualche stagione, non è né un falso nueve né un esterno, ma un calciatore offensivo totale, che fa da punto di riferimento sulla trequarti. Avendo ancora 31 anni, la Pulga riesce comunque ad avere un raggio d’azione ampio, arrivando a dribblare sulla fascia e a fare uno-due con i compagni in varie parti del campo. Le cose sono cambiate dall’addio di Neymar, con l’argentino che è tornato a fare più dribbling. Prima divideva il compito con O’ Ney, mentre adesso rimane lui il punto di riferimento a cui dare la palla e da cui aspettarsi uno contro uno continui. Non che altri compagni non siano eccellenti dribblatori, ma Messi si eleva e si è sempre elevato anche rispetto ad altri campioni blaugrana.

Messi è il sole del Barcellona, attorno al quale gli altri pianeti ruotano. Messi è colui che gestisce i ritmi e controlla la sua squadra e le partite come un navigato direttore d’orchestra. La metamorfosi totale, ovvero lo spostamento verso un ruolo da trequartista puro, la avremo tra qualche anno, quando il suo fisico accennerà a calare. A 31 anni e mezzo, Messi è ancora devastante atleticamente e la sua rapidità e velocità rimangono insostenibili per gli avversari.

È vero che spesso i cambiamenti su di lui sono stati forzati ma è altrettanto vero che ha reagito sempre con una forza che solo un fenomeno può tirare fuori. Prevedere cosa farà Leo Messi in futuro è un qualcosa di difficilmente decifrabile.

Attualmente è in pausa dall’Argentina, con cui non è riuscito a vincere un trofeo in 128 presenze con 4 finali perse.

Vederlo in una squadra diversa dal Barcellona sarebbe davvero strano però non si sa mai. Molti in Inghilterra sostengono che non ne uscirebbe molto bene da una notte fredda e umida a Stoke. Secondo la maggior parte delle persone invece farebbe la differenza ovunque.

Nessuno può negare che Messi sia uno dei migliori giocatori mai visti in un campo da calcio. Sarebbe però molto interessante vederlo in un contesto diverso da quello blaugrana, in cui questa sua capacità di cambiare stile di gioco potrebbe essere messa alla prova in via definitiva, se mai ce ne fosse bisogno…

 

Alessio Maria Giannitti