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Oggi Raymond Kopa avrebbe compiuto 90 anni. Un fuoriclasse unico, con un particolare talento nel dribbling che resero immortali le sue gesta al Real.

Origini de Le Roi– Nato sotto il cognome Kopaszewski, i genitori erano polacchi, inizialmente soffrì la differenza culturale. I problemi col francese lo costrinsero ad un precoce abbandono scolastico, in virtù del lavoro di elettricista, sulle orme del padre. Ma Kopa, non adatto a quel mestiere, a 14 anni si ritrovò in miniera, dove perse parte del pollice e indice sinistro. Però la strada del piccone non era la migliore per lui; egli infatti rivelò un innato talento per il calcio nella squadra locale, il Nœux-les-Mines. La velocità lo rendeva già di per sé un grandissimo attaccante, ma a sorprndere tutti era il dribbling: all’epoca i pesanti palloni di cuoio venivano toccati dal polacco con un tale grazia e precisione da ammaliare persino gli avversari.

Alla conquista della Francia– La prima squadra professionistica è l’Angers, piccola realtà della Ligue 2. Il mister, Camille Cottin, dichiarò sul 18enne polacco: “Non sarà più Raymond Kopaszewski, ma Raymond Kopa”. Una francesizzazione che piacque al ragazzo; un processo simile a quello di Napoleone, in origine il cognome era infatti Buonaparte. E come il generale, anche Kopa conquistò la Francia, ma non con le armi, bensì con dribbling e talento puro. Non a caso dopo due anni, nel 1951, passa allo Stade Reims, una delle migliori realtà francesi. Quel talento cristallino divenne ben presto un diamante grezzo, a cui mancava solo qualche rifinitura. Giocando come seconda punta aveva tutto lo spazio per andare a prendere il pallone a centrocampo, per poi dribblarsi metà squadra avversaria o imbeccare un compagno verso la rete.

Al servizio dei Galacticos– Nei 5 anni a Reims vinse per due volte il campionato. Ma ancora più importante fu la finale di Coppa Campioni del 1956. In essa i francesi affrontarono il Real di Di Stefano. Dopo un soprendente 2-0 da parte dei Rossobianchi, furono i Galacticos a farla franca, con un 3-4 finale. Kopa torna a casa a mani vuote, ma è proprio l’argentino, futuro Pallone D’oro per due volte, a rimanere impressionato dalle giocate di Raymond. Lo consiglia alla dirigenza del Real, che nell’estate del ’56 lo acquista. I Blancos si appropriano quindi del miglior rifinitore in circolazione, che solo gente del calibro di Pelé, Maradona, Cruyff, e pochi altri riusciranno a superarne il livello.

Vittorie-Ma se al Reims era l’indiscussa stella, in Spagna non sono in pochi a temerne un’eclissi ad opera di Di Stefano. Per il bene suo e degli spettatori non fu così, anzi, alla corte dei Galacticos divenne ancora più forte. Spostato sulla destra per lasciare al centro l’argentino, sulla fascia le qualità nel dribbling di Kopa aiutarono la sua squadra a vincere le Coppe Campioni del ’57, ’58, e ’59. Oltre ai campionati del ’57 e del ’58.

Campione D’oro– Proprio nel 1958 Raymond partecipò al mondiale svedese, il secondo con la maglia dei Transalpini. In esso la coppia Fontaine-Kopa arrivò fino alla semifinale dominando quasi tutte le partite. contro il Brasile. Ma ad attenderli c’era un duo più forte: Pelé e Garrincha. Una tripletta del giovane 10 arrestò l’avanzata dei Galletti, che si dovettero accontentare di un terzo posto ottenuto contro la Germania Ovest. Ma se il mondo incoronava i sudamericani, la principessa d’Europa era proprio la Francia di quell’aggraziato e fascinoso Kopa. I dirigenti del Real mandarono in Svezia il dirigente Saporta, per valutare il miglior giocatore del torneo e portarlo nella capitale spagnola. La risposta di Saporta fu una sola: “Gioca già per noi”, in riferimento a Raymond. A fine anno France Football lo nominerà il primo Pallone D’oro francese.

Ritorno in patria– Nonostante la possibilità di continuare a vincere trofei col Real, dopo appena tre anni in Spagna decise di tornare in Francia, ancora una volta al Reims. L’esteta del pallone, l’adorabile rifinitore passa altri 8 anni in terra francese, vincendo altri due campionati. Al momento del suo ritiro, nel 1957, il calcio perse il suo Napoleone, capace di conquistare Francia e Spagna nel segno di una palla che dai suoi piedi nessuno riusciva a strappargliela. Questo fu Raymondo Kopa: Le Roi del dribbling.