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Oggi compie 55 anni Gianluca Pagliuca. Portiere storico di Sampdoria, Inter e Bologna, da annoverare nella sua lunga carriera anche il record per il maggior numero di partite giocate in Serie A (592), poi superato da Buffon che ha disputato 652 gare, è da molti considerato uno dei migliori portieri italiani di sempre.

Nel 1991 si piazza al 21° posto nella classifica finale del Pallone d’Oro ed è 6° al Mondo nella classifica dei migliori portieri. Nella stagione successiva di campionato commette un grave errore contro il Bari, tanto da far sussultare Boskov in panchina: “Chi ha sbagliato, Pagliuca?”, la frase diventerà un tormentone perché ripresa nella sigla dal celebre programma satirico ‘Mai Dire Goal’.

Il momento più importante della sua lunga carriera, vissuta comunque sempre sulla cresta dell’onda, è il bacio al palo della porta dello Stadio di Pasadena, dopo che nella finale dei Mondiali di USA ’94, un tiro di Mauro Silva gli è appena sfuggito dalle mani toccando il legno prima di far ritorno fra le sue braccia.

Dirà in seguito: «Quel palo mi ha evitato tanti problemi. Se avessimo perso il Mondiale tutte le colpe sarebbero ricadute su di me e sarei stato massacrato per il resto della carriera, come è successo a Zenga. Per fortuna invece tutti si ricordano del bacio e meno della papera…».

Sarà ad un passo dal titolo iridato, sfuggitogli poi ai rigori, e dalla Champions League, persa ai tempi supplementari, vincendo comunque tanti trofei con Sampdoria e Inter e vivendo 3 Mondiali con la Nazionale azzurra, 2 dei quali da grande protagonista.

Ha continuato a fare il portiere, sempre ad alti livelli, fino a 40 anni, grazie a un fisico perfetto, curato giornalmente, che gli ha permesso di mantenersi a lungo ai vertici. Parando oltre ai tiri degli avversari, anche critiche e delusioni, oltre ai rubinetti e i vermi tiratigli addosso dalle curve avversarie.

I suoi primi passi nel mondo del calcio iniziano con la Polisportiva Ceretolese, giocando prevalentemente da mezzala e attaccante e raramente come portiere. A 12-13 anni inizia però ad essere utilizzato con maggiore frequenza fra i pali e da lì non si sposterà più.

“I miei primi allenatori furono Schincaglia, Maccagni, Zanni e Bellotti. Poi un bel giorno hanno deciso che non dovevo più spostarmi dai pali ed è stata la mia fortuna”.

I genitori ad un certo punto si separarono e Gianluca cresce a Casteldebole con sua madre, punto di riferimento per il portiere. Sarà lei ad accompagnarlo agli allenamenti. Lui ricambierà quando diventerà un campione.

Gianluca Pagliuca con la mamma Maria Rosa, deceduta nel 2017

Dice di lei: «È sempre stata fondamentale per me, fin da ragazzo. La donna più importante della mia vita. I miei si separarono che ero giovane, quindi ho passato molto più tempo con lei. Anche se ultimamente ho riallacciato buoni rapporti anche con mio padre Pier Luigi, mamma è sempre stata al mio fianco. Lei è diventata la mia commercialista, è grazie ai suoi consigli che posso dire di aver saputo investire i miei guadagni».

Dopo una stagione nel vivaio del Casteldebole, Pagliuca passa nelle Giovanili del Bologna nel 1982, all’età di 15 anni, su segnalazione di Pietro Battara, colui che è stato il suo maestro, e da lì in avanti la sua ascesa nel Mondo del calcio sarà sfolgorante. È mosso da una grande passione, si mantiene umile e non si prende troppo sul serio.

Alto, un metro e 90 per 87 chilogrammi, riflessi pronti e gran senso della posizione, saranno le sue doti migliori. E poi, essendo stato anche un giocatore in campo, sa cavarsela bene anche con il piede sinistro. Nel 1986/87 va in prestito alla Primavera della Sampdoria per disputare il Torneo di Viareggio e con i blucerchiati è amore a prima vista.

“Vengo premiato come miglior portiere del torneo – ricorderà ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’ – e la Samp cede in finale soltanto all’Inter”.

Le celebri parole di Boskov

Il presidente Paolo Mantovani si convince così ad acquistarne il cartellino, che paga 300 milioni di Lire. Sarà la storia a rendergli onore per i soldi ben spesi. Alla Sampdoria intanto, come preparatore dei portieri, è approdato il suo mentore, Pietro Battara. La società pensa di cederlo in Serie C per “farsi le ossa”, come si usava ai tempi, ma su consiglio dell’ex estremo difensore blucerchiato, è invece aggregato alla Prima squadra, dove con Vialli, Mancini e gli altri componenti del gruppo d’oro conquisterà nel giro di alcuni anni lo Scudetto.

Tanto che, tornando sul suo acquisto, avvenuto senza grandi proclami, lo stesso Mantovani lo paragonerà ad un angelo e dichiarerà: “Pagliuca? Lo abbiamo comprato gratis dal cielo”.

Pagliuca è arrivato alla Sampdoria nel 1986 e nel ’91 fu uno dei protagonisti dello storico scudetto blucerchiato.

Nel 1993 brivido nella vita di Gianluca, il 10 maggio infatti, sopravvive ad un incidente terribile, sull’autostrada Genova-Livorno.
È alla guida della sua auto, una Porsche, quando la brusca manovra di un tir francese lo fa urtare contro  un autotreno per poi rimbalzare contro il guard-rail. L’auto è completamente distrutta, ma gli airbag salvano il portiere che se la cava con la frattura scomposta della clavicola sinistra, uno pneumotorace e diverse escoriazioni al volto e alle mani.

Nel ’94 si trasferisce all’Inter e con i nerazzurri, nonostante un ottimo rendimento, riesce ad alzare solo una Coppa Uefa. Nell’estate del ’99 il passaggio al Bologna e nella stagione 2006-07 la chiusura della sua carriera all’Ascoli. Dal 2016 è il preparatore dei portieri della Primavera rossoblu. Il suo palmares parla di uno Scudetto, tre Coppa Italia, una Supercoppa italiana, una Coppa delle Coppe e una Coppa UEFA. Inoltre ha parato il maggior numero di rigori in Serie A, ben 24.