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Fabio Cannavaro è tra le leggende del calcio italiano. Il difensore napoletano conquistò il Pallone d’oro nel 2006, grazie a un Mondiale leggendario, quello vinto con la nazionale allenata da Marcello Lippi.

Cannavaro ha vinto con Parma, Juve, Real Madrid e nazionale, ottenendo vari riconoscimenti individuali oltre al Pallone d’oro. Siamo al cospetto di un centrale dotato di una personalità fuori dall’ordinario, atleticamente esplosivo ma, soprattutto, un mostro nella pura arte difensiva.

Il calcio di oggi si è evoluto e si vedono centrali imponenti fisicamente e, allo stesso tempo, bravi con i piedi, ma con grosse falle in marcatura. Cannavaro era decisamente più basso rispetto alla media dei centrali, ma compensava con esplosività, rapidità, elevazione, cattiveria, agonistica, intelligenza e senso della posizione.

Nell’uno contro uno puro, nel calcio odierno ci sono difensori estremamente efficaci in questa skill. Basti pensare a Van Dijk e Ramos, ma anche a Chiellini. Quest’ultimo è ancora un difensore vecchio stampo e uno degli ultimi baluardi dell’arte della marcatura.

Rispetto ai primi, Cannavaro giganteggia in termini di marcatura pura e senso della posizione, rispetto al secondo il gap è infinito in termini di gestione del pallone. Il miglior Cannavaro era una molla, aveva un approccio temerario all’intervento e al tackle, ma il coefficiente di errore era bassissimo. Quando era al top, riusciva a fermare chiunque e mettere un freno a calciatori in giornata di grazia come Ronaldo o Henry.

Proprio Ronaldo il Fenomeno, dominante nell’uno contro uno in velocità, prima dell’infortunio faceva ammattire praticamente chiunque. Quando affrontava Cannavaro, si ritrovava una bruttissima gatta da pelare. Furbo, intelligente, temerario, eccezionale nella scelta di tempo, cattivo agonisticamente, il difensore italiano era il peggior cliente per una leggenda come il brasiliano. Memorabile quella sfida Italia-Brasile nel 1997. Era un Ronaldo stellare, in serata magica, ma Cannavaro non gli concesse praticamente nulla. Il gol fu un capolavoro pazzesco del Fenomeno.

Nel calcio di oggi, dove anche i centrali fortissimi si perdono l’uomo, il Ronaldo dei tempi d’oro si ritroverebbe decisamente più volte davanti al portiere. Cannavaro limitava al massimo le disattenzioni ed era dotato di doti sovrumane di marcatura. A differenza di altri grandissimi marcatori della storia, il centrale napoletano coniugava queste abilità con eleganza fuori dall’ordinario, capacità di lettura dell’azione e velocità.

In conclusione, nel calcio di oggi ci sono tanti difensori dai piedi raffinati e fortissimi nell’uno contro uno, è rimasto qualche ultimo baluardo dell’arte della marcatura, ma nessun centrale si avvicina minimamente alla completezza del Pallone d’oro 2006.