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Siamo appena giunti alla terza sosta di questo inizio di stagione e non si può certo dire che il panorama calcistico europeo non ci offra spunti e considerazioni in particolare dando un’occhiata alla classifica dei maggiori campionati.

Nello specifico mi ha colpito la molteplicità di squadre abituate a navigare nelle zone alte della classifica che si trovano in situazioni di grande difficoltà cominciando ad accumulare una distanza considerevole dai vertici alle stesse abituali.

Analizziamo i casi più eclatanti:

MONACO

Come non partire dalla situazione più assurda. La squadra monegasca vive uno dei momenti più bui della sua storia ed esprimere un giudizio è difficile quanto trovare una nota positiva dopo quest’orribile avvio.

Il Monaco, sì, la stessa squadra che solo due anni fa ha trionfato in campionato lasciando al secondo posto il ricchissimo PSG, non vince dal lontano 11 Agosto, la prima giornata di campionato in trasferta con il Nantes. Neanche l’arrivo in panchina Thierry Henry è riuscito a dare una scossa all’ambiente dopo l’esonero di Jardim. I problemi sembrano ben più grossi della guida tecnica…

Una storia ai limiti della credibilità, ma è tutto vero, dalle stelle alle stalle: il Monaco a Giugno rischia di sprofondare nell’incubo della Ligue2!

SCHALKE 04

La squadra di Domenico Tedesco dopo uno splendido secondo posto alle spalle del Bayern Monaco si ritrova al quattordicesimo con soli 10 punti dopo 11 giornate.

5 sconfitte nelle prime 5 e appena tre vittorie per la compagine tedesca che si consola con una buona posizione in Champions League e gli ottavi a portata di mano.

Il lavoro per il tecnico italiano è comunque molto e la strada in salita per ritornare ai livelli dello scorso anno.

BAYER LEVERKUSEN

Solo un punto un più dello Shalke in altrettante partite per la squadra capitanata da Lars Bender. 

Troppo povero il bottino in proporzione alle capacità della giovane squadra (26 anni l’età media). Il 2-6 in casa del Werder è una prova delle possibilità di cui è capace questo team. Il bilancio però è fin troppo negativo, solo 3 vittorie in 11 partite di campionato e un tredicesimo posto a dir poco inaspettato.

ATHLETIC BILBAO

Il quartultimo posto della squadra di Berrizo non sembra una grossa novità dopo il sedicesimo posto della scorsa stagione. In realtà la squadra basca vanta 8 campionati, 23 coppe del Rey e 2 supercoppe spagnole… un palmares di tutto rispetto.

Siamo abituati a vedere il Bilbao lottare costantemente nelle zone alte e spesso per un posto in Europa. Il trend tuttavia sembra stia cambiando: 1 vittoria, 7 pareggi e 4 sconfitte nelle prime 12, -6 di differenza reti…Bisogna aggiungere altro?

VILLAREAL

Situazione analoga a quella tra le due squadre tedesche: un solo punto di differenza e classifica decisamente impietosa. Il Villareal è riuscito a portare a casa solo 11 punti in 12 partite.

La squadra di Calleja veniva tuttavia da un quinto posto ed i tifosi erano più che legittimati a chiedere un avvio diverso.

Layun, Cazorla, Bacca e il nostro Sansone sono solo alcuni dei nomi di una rosa da cui ci si aspetta ben altri risultati.

UDINESE

Forse un azzardo inserire la squadra friuliana in quest’articolo. I bianconeri infatti non sono storicamente abituati a calcare palcoscenici importanti.

Tuttavia qualche anno fa le prospettive dell’Udinese apparivano assolutamente rosee. Due anni di fila ai preliminari di Champions League sembravano il giusto premio di una linea importante e soprattutto vincente portata avanti dal presidente Pozzo. Tanti osservatori validi capaci di portare a Udine talenti d’oro costruendo una squadra che nonostante le continue cessioni sembrava capace di restare in maniera stabile lassù nel nostro campionato.

E invece anche quest’anno la realtà è ben più dura e dopo stagioni difficili l’Udinese pare ancora destinata a dover sudare tremendamente per la salvezza.

A testimoniarlo il recente cambio in panchina: dopo Velazquez dimostratosi dopo qualche buona prova iniziale un salto nel vuoto, ecco Nicola, l’allenatore capace del miracolo salvezza con il Crotone che subentra al suo collega col difficile compito di riportare fiducia ad un ambiente ormai povero di aspettative.

 

Dopo la sosta le squadra citate avranno più delle altre il dovere di cambiare marcia e dare una scossa ad una stagione che fino ad ora ha dato poche se non nessuna soddisfazione. Solo il tempo ci dirà se saranno capaci di risalire la china e rientrare nella dimensione a cui i propri tifosi, ora comprensibilmente delusi, sono abituati.

 

Alessio Maria Giannitti