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La Groenlandia è solitamente associata al ghiaccio e al freddo polare. Nonostante sia l’isola più grande del mondo, è il Paese meno densamente popolato della Terra, con appena 57.000 abitanti. Gli abitanti, principalmente Inuit groenlandesi ma anche danesi groenlandesi, parlano danese o groenlandese.

Situata nell’Atlantico settentrionale, appartiene alla placca nordamericana dal punto di vista geografico, mentre da quello politico costituisce una nazione in seno alla Danimarca. In Groenlandia ci sono pochissime strade, a causa della grande distanza tra gli insediamenti scarsamente popolati. Questo rende il calcio molto difficile, il che rende ancora più impressionante il fatto che oltre il 10% della popolazione dell’isola pratichi questo sport.

In effetti, il calcio è lo sport nazionale della Groenlandia. Il primo campionato è stato disputato nel 1958 e la Federazione Calcistica Groenlandese, Grønlands Boldspil-Union (GBU) è stata costituita nel 1971. Negli ultimi anni, con un campo in erba artificiale costruito a Qaqortoq, il calcio è progredito costantemente. La squadra nazionale della Groenlandia partecipa ai Giochi delle Isole dal 1989. Alla sua prima partecipazione la Groenlandia si è fermata alle semifinali, ma negli ultimi anni il livello è migliorato.

La nazionale si è piazzata al secondo posto nell’edizione 2013 dei Giochi, perdendo in finale contro i padroni di casa delle Bermuda. Risultati come questi rafforzano il sogno della Groenlandia di competere a livello internazionale. Il CT fino a febbraio 2020 è stato Tekle Ghebrelul, di origini eritree e arrivato in Danimarca da rifugiato politico. Quando allenava il B-67, la squadra più vincente del Paese, è stato vittima di gesti razzisti da parte dei tifosi avversari, mentre un calciatore avversario lo ha raffigurato su Snapchat con le sembianze di una scimmia mentre mangiava una banana.

Il Nuuk Stadium (Foto account Twitter La Okocha)

Tuttavia, giocare a calcio in Groenlandia è più difficile di quanto sembri. Il ghiaccio ricopre il Paese per la maggior parte dell’anno e le partite possono essere disputate solo per circa tre mesi. Le distanze che i calciatori devono percorrere – in aereo o in nave – per raggiungere altri insediamenti in Groenlandia rendono l’allenamento della nazionale estremamente costoso. La posizione remota della Groenlandia si aggiunge alla già lunga lista di ostacoli, presentando un altro problema: il biglietto aereo medio costa l’equivalente di circa 1.000 euro.

Queste complicazioni spiegano in parte il continuo rifiuto della Fifa di concedere alla Groenlandia un posto tra le sue affiliate. Detto questo, la nazionale della Groenlandia ha giocato nel 2001 una partita di alto profilo, che è riuscita ad attirare l’attenzione della FIFA. Un giovane danese di nome Michael Nybrandt contattò la GBU per chiedere se la sua nazionale fosse interessata ad affrontare la nazionale di calcio tibetana. Non si trattava di calciatori che vivevano in Tibet, ma di origini tibetane. La partita ebbe luogo a Copenhagen.

La Cina, infuriata per la semplice organizzazione della partita, minacciò di mettere un embargo sulle esportazioni di gamberetti della Groenlandia, una delle principali risorse dell’isola, se la partita non fosse stata annullata.

Il governo groenlandese, sotto un’enorme pressione cinese, rimise la decisione alla propria federazione calcistica. La GBU confermò la partita, la quale ebbe luogo alla Vanlose Arena. I groenlandesi vinsero per 4-1. Nonostante le minacce del governo cinese, l’embargo non si materializzò e le esportazioni di gamberetti continuarono.

Nel 2006, Groenlandia ha anche partecipato alla FIFI Wild Cup, la Coppa del mondo alternativa organizzata dalla Federation of International Football Independents. La competizione vide la partecipazione di squadre come Cipro del Nord, Zanzibar, Gibilterra, Tibet e della Repubblica di St. Pauli.

La nazionale groenlandese perse contro Cipro del Nord e Zanzibar. Anche se il torneo ha riscosso abbastanza interesse, l’afflusso di pubblico è stato scarso, con una media di appena 400 spettatori. Purtroppo, l’edizione inaugurale della Fifa Wild Cup è stata anche l’ultima.

Tuttavia, solo pochi mesi dopo, la Groenlandia si è recata a Cipro Nord per disputare la ELF Cup. Nella competizione figuravano Crimea, Gagauzia (una regione autonoma della Moldavia), i membri della Fifa Kirghizistan e Tagikistan, Tibet, Groenlandia e, naturalmente, Cipro Nord. La Groenlandia se l’è cavata relativamente bene, ma non è riuscita a superare la fase a gironi, dopo aver sconfitto la Gagauzia per 2-0, aver perso 1-0 contro il Kirghizistan e paraggiato 1-1 contro Zanzibar.

Il difensore Teller Mortensen è stato l’unico calciatore della Groenlandia ad essere stato selezionato nella top 11 del torneo. A vincere la competizione è stata ancora una volta la nazionale di Cipro Nord, che in finale ha battuto la Crimea, squadra di Denys Holaydo, calciatore che vanta quattro presenze con l’Ucraina.

Il campionato nazionale di calcio in Groenlandia può essere disputato solo per pochi mesi all’anno, poiché le distanze tra i villaggi dei club sono troppo grandi e le condizioni meteo sono assolutamente proibitive. Prima del campionato hanno luogo le competizioni regionali. Se la Fifa concedesse alla Groenlandia l’adesione, i soldi ricevuti potrebbero essere investiti per migliorare il campionato e la nazionale. La Groenlandia dovrebbe essere eleggibile come le Isole Faroe, altra nazionale dipendente dalla corona danese. Nel 2011 Sepp Blatter visitò l’isola, ma costatò la presenza di soli campi in terra battuta.

Uno dei requisiti per essere affiliati alla FIFA è disporre di uno stadio nazionale, elemento che è sulla lista dei desideri di molti in Groenlandia. Tuttavia, fino a qualche anno fa un tale stadio doveva avere una capienza per contenere almeno 30.000 persone (circa il 71% della popolazione groenlandese). Basti pensare che Gibilterra giocava le proprie partite casalinghe all’Estadio do Algarve, in Portogallo, mentre adesso la FIFA ha concesso la disputa dei match anche nel territorio d’Oltremare del Regno Unito, il cui stadio ha una capienza di 5000 posti.

Il Nuuk Stadium non è decisamente ai livelli del Victoria Stadium di Gibilterra…

Nel 2015 la GBU si è posta l’ambizioso obiettivo di costruire undici campi da calcio con erba artificiale, che hanno dato vita a nuovi campi all’aperto in ogni singola regione della Groenlandia. Tutti i campi presentano uno scenario mozzafiato e pittoresco e sono stati costruiti esclusivamente con risorse groenlandesi.

A Qeqertarsuaq, per esempio, il campo si trova proprio vicino alla costa, così si gioca accanto agli iceberg che vanno alla deriva pigramente attraverso la baia di Disko. Tasiilaq il campo si trova nel centro della cittadina, circondato dal caldo bagliore delle finestre e delle luci della strada. In alto si intravede un panorama di alte cime innevate.

Non tutti i campi sono in erba artificiale. Alcuni sono campi in terra battuta e solo quello di Igaliku è in erba vera e propria.

Una partita del campionato regionale della Groenlandia Orientale giocata nel 2013 (Foto Mads Pihl)

La Groenlandia vanta calciatori come Niklas Kreutzmann e Joorsi Skade che giocano nei campionati professionistici danesi. C’è stata una campagna per far giocare una squadra della Groenlandia nel campionato danese. Guernsey ha una squadra che milita nelle divisioni inferiori inglesi. Eppure, ciò sarebbe ai limiti dell’impossibile per la Groenlandia. D’altronde, se la Groenlandia fa fatica a mandare una squadra ai Giochi delle Isole, è ancora più improbo per un club groenlandese inviare una rosa di 18 uomini in Danimarca ogni quindici giorni. Da Nuuk a Copenaghen, la distanza è di 3.537 km, mentre Reykjavik è la capitale più vicina, che dista 1.436 km.

In un Paese dove giocare a calcio è proibitivo per la maggior parte dell’anno a causa di condizioni climatiche estreme che impediscono la crescita dell’erba, è assolutamente sorprendente la passione degli abitanti per il calcio. La Groenlandia non solo vanta un campionato nazionale ma anche una nazionale di calcio. Ben 76 società sono affiliate alla federazione e il calcio è praticato da 5500 persone. Si può quindi asserire che il 10% dei groenlandesi pratica il gioco del calcio!

Il calcio ha molta strada da fare nella lontana Groenlandia, ma ha almeno iniziato il suo viaggio.

Vincenzo Di Maso