“HO CERCATO DI NON FAR RIMPIANGERE EL PRINCIPE”.

Queste le parole di Fabian O’Neill, calciatore uruguaiano di origini irlandesi. Nato il 14 ottobre 1973 a Paso de Los Toros, nel dipartimento di Tacuarembó, Fabian O’Neill ha militato in Italia per ben otto stagioni.

Cresciuto nelle Giovanili del Nacional Montevideo, con cui ha debuttato in prima squadra nel 1992, O’Neill ha esordito in nazionale ad appena 19 anni, per poi attraversare l’Oceano e trasferirsi in Italia, al Cagliari. A Cagliari, dove i sudamericani e gli uruguaiani erano di casa.

La dirigenza dei sardi era fiduciosa di aver trovato l’erede del “Principe” Enzo Francescoli, uno dei calciatori uruguaiani più forti di sempre, che aveva giocato proprio al Cagliari. O’Neill debuttò nella vittoria interna contro il Napoli per 2-0, giocando poi ben sette anni a Cagliari, accettando anche di scendere di divisione. Alla fine della sua avventura, la società sarda lo ha inserito nella propria Hall of fame.

Quando retrocedemmo in B ricordo che mi fermai sulla spiaggia e i tifosi mi gridarono ubriacone, dopo il ritorno in serie A li andai a cercare perché ricordavo i loro volti e quella volta facevano a gare per offrirmi da bere. Questo è il calcio e, sinceramente, non lo rimpiango affatto”.

Nell’estate 2000, L’uruguaiano fu ingaggiato dalla Juventus per 20 miliardi. Complice la concorrenza enorme, non riuscì quasi mai a giocare titolare.  “Alla Juve non avrei potuto fare di più, c’era gente migliore di me e capii subito che sarei stata l’ultima ruota del carro. D’altra parte c’era un fenomeno come Zidane”. Proprio Zidane, che ne aveva tessuto le lodi: “Il giocatore con più talento che ho visto, O’Neill”

Nel 2002 fu ceduto al Perugia, tornando poi in Sud America. Con la celeste ha disputato 19 gare, condite da due reti.

Ha chiuso la carriera a soli 30 anni, militando nell’ultima stagione tra le fila del Nacional Montevideo. Oggi sbarca il lunario dando una mano nel bar “La Nueva Lata”, a Montevideo. “Non ho più nulla. ho sperperato un patrimonio di 14 milioni di dollari, ho speso persino quello che non avevo”. D’altronde vive a casa della suocera, assieme alla terza moglie.

La sua vita è stata condizionata da eccessi, donne, alcol, scommesse, fumo, ma senza rimpianti. “Ho fatto sempre ciò che ho voluto e me la sono goduta. Le donne s’innamoravano del mio lato festaiolo e ubriacone, salvo poi volermi cambiare. Ma non è mai stato possibile, nessuno avrebbe mai potuto cambiarmi, nemmeno uno psicologo. Sono fatto così, ribelle e orgoglioso”.