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David Villa Sánchez è nato a Langreo, comune spagnolo delle Asturie, esattamente 40 anni fa, il 3 dicembre 1981.

I numeri del fuoriclasse

La carriera di David è stata dir poco straordinaria: ha conquistato 3 campionati spagnoli (2011, 2013 e 2014), 3 Coppe di Spagna (2004, 2008 e 2012), 3 Supercoppe spagnole (2004, 2010 e 2011), una Champions League (2011), una Supercoppa UEFA (2011), un Mondiale per club (2011) e una coppa dell’imperatore (2019).

Tra club, nazionale maggiore e nazionali giovanili, ha segnato 463 gol in 906 partite con una media di 0,51 gol/partita!

La sua stazza (alto 1.75 per 75kg) gli ha fatto guadagnare il soprannome di “El Guaje” ovvero “il bambino”.
Le sue vittorie non si limitano ai club. Con la nazionale spagnola è diventato prima campione d’Europa nel 2008 e poi campione del mondo nel 2010. Nell’Europeo 2008, si aggiudica il titolo di capocannoniere con 4 gol e ai Mondiali del 2010 vince la Scarpa d’argento (5 gol) e il Pallone di bronzo. È ancora il miglior realizzatore di sempre della nazionale spagnola con 59 reti realizzate.

Ha vinto per ben quattro volte il Trofeo Zarra, ossia il premio annuale della rivista Marca assegnato al calciatore spagnolo che segna più reti nella Liga. Questo prestigioso riconoscimento l’ha ottenuto sempre con la maglia Valencia.

Nella stagione 2005-2006, ha realizzato 25 gol, nel 2006-2007 16 gol, nel 2008-2009 28 gol e nel 2009-2010 21 gol. È primatista di reti nelle competizioni UEFA per club, anche qui sempre con la maglia del Valencia.

Gli inizi

La carriera professionistica di Villa è iniziata naturalmente nella sua terra, più precisamente nelle file dello Sporting Gijon, squadra della seconda divisione spagnola.

Nella stagione 2001-2002 ha totalizzato 40 presenze e realizzato 18 reti. Nel 2003 ha segnato 20 gol in 39 partite, numeri che non sono passati inosservati e che gli hanno permesso di passare al Saragozza nella Primera División. Con il club aragonese ha conquistato nel 2004 una Coppa del Re. In due anni ha segnato 32 gol in 73 presenze.

Nell’estate del 2005 è arrivato l’ingaggio dal Valencia e qui il nostro bomber non ha deluso le aspettative. In 5 anni ha collezionato 166 presenze e realizzato 108 gol. Numeri spaventosi che riassumo massivamente senza entrare nel dettaglio delle singole stagioni.

David Villa con la nazionale spagnola

L’avventura al Barcellona e all’Atletico Madrid

Il 19 maggio del 2010 il club catalano versò nelle tasche del Valencia circa 40 milioni di euro per aggiudicarselo. Il 29 agosto debuttò in Liga bagnando con un gol il suo esordio con la camiseta blaugrana. Il 14 settembre debuttò in Champions con i Blaugrana, dando il benvenuto con un gol.

Il 2010 si concluse con il riconoscimento da parte della United States Sports Academy di “Atleta maschile dell’anno”. Terminò la stagione con 24 gol, vincendo la sua prima Liga, la sua prima Champions League e la seconda Supercoppa di Spagna. Il 26 agosto conquistò la Supercoppa UEFA contro il Porto.

Il 15 dicembre, durante la semifinale del Mondiale per Club contro l’Al-Sadd (club del Qatar), riportò la frattura della tibia. L’infortunio lo costrinse a saltare il resto della stagione e a non partecipare al Campionato europeo in Polonia e Ucraina.

L’8 luglio del 2013 passò all’Atlético Madrid per circa 5 milioni di euro a stagione, firmando un contratto triennale. Realizzò la sua prima rete il 21 agosto, in occasione dell’andata di Supercoppa spagnola, contro i suoi ex Blaugrana.
Il 17 maggio 2014 vinse la sua terza Liga, grazie all’1-1 rimediato nello scontro diretto al Camp Nou, regalando ai Colchoneros il titolo di campioni di Spagna dopo diciotto anni. In Champions League riuscirà ad acciuffare la finale, quella finale beffarda contro le Merengues.

Fine carriera

Concluse la sua brillante avventura di calciatore il 13 novembre 2019, dopo aver giocato nel New York City (con una brevissima parentesi nel Melbourne) e poi nella squadra nipponica del Vissel Kobe. Attualmente è presidente della DV7 Accademy, impegnato a scovare i suoi futuri eredi.

David Villa è stato uno degli attaccanti più prolifici del campionato spagnolo, allo stesso tempo snobbato pure troppo dalle riviste di settore, che non gli hanno mai dedicato a mio avviso il giusto tributo.

Nel giorno del suo ritorno, la rivista Panenka gli dedicò il giusto tributo. «Non so se lo sai, David, ma con te c’è stato un tempo in cui non importava se la palla cadeva sul piede destro o sul sinistro, in cui malizia, astuzia e dedizione si trovavano nello stesso corpo, il tuo».

La rapacità di David Villa

Per spiegare la sua essenza da goleador, va ricordato che lo spagnolo ha segnato gol in quattro continenti. David Villa non è stato un semplice finalizzatore, ma un centravanti associativo, un bomber dotato di spiccate qualità oculo-podaliche per dialogare con i compagni.

Pep Guardiola lo definì  «una punta perfetta, per la sua capacità di lavorare con e senza palla, di mantenere un altissimo standard tecnico senza rinunciare alla velocità». Non certo una punta che si sentiva alienata rispetto al resto della squadra. Un attaccante che ha fatto di tutto per ritagliarsi un posto al sole. «Ho lavorato e lottato per essere dove sono, per aver conquistato così tanto nel corso della carriera».

Villa era pura qualità, pura tecnica. Nella prima fase di carriera era anche dotato di uno scatto bruciante che lo ergeva rispetto alla maggior parte dei calciatori in campo. Nel pieno della maturità, è riuscito a banchettare con gli dei, in quel Barcellona di Guardiola che è entrato nel firmamento del calcio.

Con Ibra la squadra aveva fallito l’assalto al triplete, con el Guaje ha trovato il finalizzatore rapace in area, ma allo stesso tempo associativo. La sua intelligenza tattica e le sue qualità in area di rigore gli hanno consentito di diventare il finalizzatore perfetto di una squadra che resterà degli annali di questo sport.

Tanti auguri campione, ad maiora!