47 anni fa iniziava il campionato del mondo del ’74. Fra tutte le amichevoli svolte dall’Argentina figura quella contro il “Combinado de Rosario”; dove a scintillare fu un certo Tomás Carlovich.

Il Combinado de Rosario– Per prepararsi al mondiale del 1974, l’Argentina disputa vati match amichevoli. Tra questi quello che fece più scalpore fu quello contro il “Combinado de Rosario”; ossia una formazione composta da giocatori delle squadre della città di Rosario. Il 17 aprile si disputa quindi la partita. Del Combinado 5 giocatori vengono dal Rosario Central e 5 dal Newells. L’undicesimo giocatore proviene dal Rosario Central, una squadra di seconda serie. Ma fra tutti i titolari, è proprio il giocatore di seconda categoria a essere il più talentuoso e spettacolare. Il suo nome? Tomás Carlovich, per tutti “El Trinche”.

Carlovich– L’estro del Trinche, avvolto tra mito e realtà, è meglio di quello di Maradona. La sua dimensione la trova però solo nel calcio di provincia. Il perché? Perché non gli piaceva il professionismo, troppo estenuanti e frequenti gli allenamenti. Il suo è quindi un semplice amore, quasi spassionato, per il calcio. Lui in campo si vuole divertire e lo fa anche umiliando gli avversari con un “doppio tunnel”. Si narra che la gente lo amasse a tal punto che quando giocava il biglietto costasse di più; inoltre riceveva un bonus dalla sua squadra proprio per ogni suo doppio tunnel. El Trinche è l’anarchia del professionismo, lo spirito libero, il mito che diventa realtà in dei piccoli angoli della provincia argentina; proprio per questo, per il suo essere anomalo, è così tanto amato.

“A chi mi domanda perché non sono arrivato chiedo: cosa significa arrivare? Io volevo solo giocare a pallone e stare con le persone che amo, e loro vivono tutte qui, a Rosario. La verità è che non avevo nessun’altra ambizione se non giocare a calcio. E farlo non lontano dal mio quartiere, dalla mia vecchia casa dove vado ogni sera, per stare con Vasco Ortola, uno dei miei migliori amici”

-Tomás Carlovich

La partita– Iniziato il match Carlovich prende palla, ma davanti a lui si pone Sá. Il difensore, con all’attivo 3 Libertadores di fila, viene saltato con un tunnel. Lo stadio esplode, ma il Trinche esegue un altro tunnel. Per tutto il primo tempo dona spettacolo, con giocate, dribbling e tunnel, che mandano in visibilio lo stadio. Dopo 45 minuti il Combinado dilaga con un sonoro 3-0. All’intervallo Vladislao Cap, ct della Selección, pretende la sostituzione del Trinche. Ma il Combinado decide di fargli giocare un altro quarto d’ora. Successivamente al cambio, l’Argentina mette a segno il suo unico gol.

La spedizione– Il devastante 3-1 è l’immagine che descrive il mondiale dei Biancocelesti. Un campionato del mondo che si ferma alla seconda fase a gironi, dopo che solo una deludente Italia ha permesso all’Argentina di passare la prima fase.