A metà anni ’90 c’erano due centravanti anglo-caraibici che andavano per la maggiore in Premier League. Si trattava di Stan Collymore ed Andy Cole. Il primo militava nel Nottingham Forest, il secondo nel Newcastle. Entrambi avevano una media gol pazzesca.

Quando Sir Alex scelse Cole al posto di Collymore, molti tifosi del Manchester United storsero il naso. E nelle primissime partite, l’attaccante di origini giamaicane sembrava essere un pesce fuor d’acqua. Tuttavia non ebbe bisogno di molto tempo per carburare e chiuse la prima metà stagione di Premier con ben 12 gol in 18 partite. Cole fu acquistato difatti a inizio 1995.

Andy Cole registrò una media gol che non si vedeva dai tempi di Dennis Law. L’attaccante diede presto sfoggio della sua classe innata. D’altronde aveva fatto faville al St James’ Park, segnando ben 68 gol in sole 74 partite, di cui 41 nella stagione 1993/1994. Una volta entrato a regime a Old Trafford, cementò l’intesa con Cantona, Giggs e Sharpe, i suoi assitmen. E i 6,25 milioni di sterline sborsati dai Red Devils si rivelarono presto un’inezia.

L’attaccante classe 1971 segnò ben 5 gol nel 9-0 contro l’Ipswich, record in Premiership. Nella seconda stagione, il grande protagonista fu King Eric Cantona, ma i Red Devils vinsero il titolo, conquistando il primo posto ai danni del Newcastle nelle ultime giornate. Nel 1996/1997, la sua stagione fu condizionata dagli infortuni. L’arrivo di Dwight Yorke dall’Aston Villa sembrava aver messo la parola fine all’esperienza di Cole con i Red Devils. Ma da lì nacque la leggenda dei Calypso Boys.

Il calcio straborda di coppie vincenti, ma una così iconica è più unica che rara. Separati dalla nascita, Yorke e Cole avevano appena 19 giorni di differenza. Si formò quindi la coppia più prolifica di sempre, con 140 gol segnati mentre giocavano insieme. Il termine “Calypso” fu frutto delle origini caraibiche che accomunavano i due attaccanti.

Nel 1998/1999 furono protagonisti del Treble dello United: vittoria della Premier, FA Cup e Champions League. La chimica tra i due era perfetta, sia in campo che fuori. Le giocate erano frutto di schemi provati in allenamento, intesa che aveva una certa naturalità. I due intercambiavano assist, gol e giocate di rara spettacolarità.

Difficile dire chi era il 9 e chi il 10. Yorke e Cole erano perfettamente intercambiabili e potevano essere invertiti di posizione con la massima naturalità. I due si ritrovarono poi al Blackburn. Yorke raggiunse Cole un anno dopo. L’intesa era sempre perfetta, anche se la media realizzativa non era più la stessa. D’altronde i due erano già avanti con gli anni.

Cole ha descritto la loro intesa con queste parole.

«Quando iniziammo a giocare insieme fu come incontrare una donna speciale e innamorarsi. Tutto era al suo posto. Qualunque cosa facesse, io facevo il contrario. Non avevamo mai dibattiti, se uno dei due era arrabbiato con l’altro lo capivamo subito, bastava guardarci. Eravamo in simbiosi in tutto».