Amarildo, tra Milan, Brasile e… una sigaretta

Amarildo compie oggi 81 anni. Ricordiamo questo brasiliano "nato con la camicia", fortunata riserva di Pelé, la cui carriera prese una svolta per una sigaretta non fumata!

Amarildo, noto come “Possesso” per le grandi qualità tecniche, si ritiene un calciatore baciato dalla fortuna. A soli 22 anni fu convocato per la Coppa del Mondo del 1962. Giocava nel Botafogo di un certo Mané Garrincha e a quel Mondiale avrebbe dovuto avere il ruolo di sostituto.

Il titolare inamovibile era un certo Pelé, al secolo Edson Arantes do Nascimento. Amarildo era pertanto sicuro di non giocare mai, se non in qualche scampolo di gioco.

Tuttavia, dopo 27 minuti della partita della seconda fase a gironi tra la Cecoslovacchia e il Brasile, Pelé fu costretto a uscire per un infortunio alla coscia. Non essendo previste le sostituzioni, Pelé strinse i denti. La squadra dell’est Europa decise di evitare interventi pericolosi sull’acciaccato Pelé. Un certo Josef Masopust, uno dei migliori calciatori cecoslovacchi di sempre, disse ai suoi compagni di non entrare duro su O Rei. Sarebbe stato un atto di vigliaccheria intervenire su un calciatore menomato.

Pertanto, in semifinale contro la Spagna, toccò ad Amarildo, classe 1939. Il CT gli disse di giocare tranquillo e fare ciò che era abituato a fare. Nel Botafogo giocava al fianco di tanti compagni ritrovati in nazionale: Didi, Zagallo, Garrincha e Nilton Santos. Amarildo non sentì il peso della maglia da titolare.

Pelé rimase in gruppo ed elogiò tutti i compagni, tra l’altro dicendo ad Amarildo: “Ragazzo, gioca come sai: sei un campione”. O Rei funse quindi da leader carismatico, anche non stando in campo e spinse i compagni verso la vittoria. “O Garoto”, uno dei soprannomi di Amarildo, segnò le due reti brasiliane nel 2-1 in semifinale contro la Spagna.

In finale i verdeoro riaffrontarono quei gentleman della Cecoslovacchia e conquistarono la Coppa Rimet vincendo 3-1. Dopo aver vinto in Svezia, il Brasile trionfò anche in Cile, per la seconda volta consecutiva. Il sostituto di Pelé segnò di nuovo.

E dire che Amarildo fu baciato dalla fortuna anche a 17 anni, quando militava nelle giovanili del Flamengo. A causa di una sigaretta, tra l’altro non fumata da lui, fu licenziato dal tecnico Manuel Fleitas Solich, che lo reputò “colpevole”. Da svincolato, si ritrovò a svolgere lì il servizio militare, dove incontrò il calciatore Paulinhista. Quest’ultimo lo segnalò a João Saldanha e Paulo Amaral del Botafogo e il ragazzo fu ingaggiato da una delle altre importanti squadre di Rio.

Il provino andò benone ed ebbe l’onore di giocare con Garrincha e compagni. Dopo 136 gol in 231 partite, questo attaccante versatile e piccolo fu acquistato dal Milan nel 1963. In rossonero segnò 30 reti nelle prime due stagioni. Era arrivato dopo la conquista della Coppa Campioni dei rossoneri, non riuscendo a battere il Santos di Pelé nella Coppa Intercontinentale.

In rossonero vinse una Coppa Italia mentre, trasferitosi a Firenze dopo quattro stagioni in rossonero, conquistò uno scudetto con la Fiorentina. Chiuse la carriera in Italia alla Roma, concludendo poi con il Vasco da Gama. Tornò poi nel Belpaese dove visse alcuni decenni, allenando tantissime squadre italiane, con un intermezzo nel Botafogo e in Tunisia nell’Esperance. In Brasile è tornato solo nel 2007, a 68 anni di età.

Particolare importante: a causa della sua tendenza alla rissa, Amarildo fu espulso 10 volte, accumulando ben 32 giornate di squalifica nella sua esperienza italiana.

 

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